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Scudetto dell'Inter
SportWeek del 21 aprile 2007
(l'inserto settimanale della Gazzetta dello Sport)

L'ha vinto altrove (alla Samp), ma lì no. Cinque anni di Inter e una gioia-Uefa: ma scudetti, niente. Gianluca Pagliuca, classe '66, portiere dell'Ascoli, record di presenze di Zoff frantumato, obiettivo 600 gare in serie A, è il giocatore che negli ultimi 20 anni più è stato lì, lì in nerazzurro, senza incollarsi mai quel tricolore che ti fa essere e stare sopra a tutti. Adesso l'Inter ha lo scudetto addosso, e sta per rivincerlo. Gianluca l'ha solo sfiorato.
Pagliuca, sensazione immediata?
«Contentezza per tutti gli interisti, quindi anche per me».
Interista da sempre, va detto.
«Da piccolo, a Ceretolo, tutti i miei amici erano milanisti, più qualche juventino. Insomma, lottavo contro tutti: ero sempre preso in mezzo perché tenevo per il Bologna e simpatizzavo molto per l'Inter. Juve e Milan mi son sempre state antipatiche, sempre. Ecco: oggi, oltre ad aver coronato il sogno di aver giocato nelle mie squadre del cuore, posso finalmente applaudire un'Inter scudettata. Anzi, un'altra volta l'Inter scudettata».
Si dice: l'Inter ha vinto senza Juve e con le altre penalizzate.
«Risposta: l'avrebbe vinto lo stesso. Finalmente c'è stato un campionato onesto, senza alcun tipo di stranezze. E poi, anche senza penalizzazione il Milan sarebbe dietro...».
Obiettivo IOO punti: possibile?
«Da interista mi basta lo scudetto».
L'Oscar a chi lo darebbe?
«A Materazzi: lo vedi e dici che è interista dentro, addosso, nel cuore. È uno che ama la maglia che indossa, una persona credo molto positiva per la compattezza dello spogliatoio».
C'è chi ha definito quello passato uno scudetto di cartone.
«No, è uno scudetto vinto. Ed è giusto così. Ovvio che fa godere più questo, ma siccome nello sport come altrove non è giusto barare, ecco che chi aveva barato doveva pagare...».
La ferita va di pari passo col ricordo, quel ricordo del '98.
«Premetto una cosa: quell'anno fummo un po'... coglioni noi, perché perdemmo in casa contro Bologna e Bari, quindi 6 punti d'oro. Detto questo, ci fu una serie di episodi strani che ancora gridano vendetta: lo scontro Iuliano-Ronaldo è uno, clamoroso e incredibile, ma non posso dimenticare altri episodi che vedevano protagonista la Juventus, per esempio contro l'Empoli, poi contro l'Udinese che andò in gol con Bierhoff, quindi un rigore non dato alla Roma evidentissimo. E a proposito di quello scontro...».
Dica.
«Ho letto una recente intervista a Ceccarini: è ancora lì che dice che per lui non era rigore. Ma si può? Pazzesco».
La sua Inter più forte?
«Quella di quell'anno: con Simoni, una difesa e reparti rocciosi e uno là davanti al quale bastava dessimo la palla...».
Ronaldo: non lo nomina più?
«Anche se fosse andato alla Juve l'avrei presa male come tutti gli interisti, ma andare al Milan cavolo, è il massimo del minimo! Io non ci sarei mai andato, la sua scelta non è stata una bella scelta: evidentemente non aveva il cuore interista...».
Quetti due scudetti potevano essere anche suoi: nel gennaio di due anni fa l'Inter le chiese di tornare ad Appiano.
«È vero, avevo avuto una proposta, ma decisi di restare a Bologna».
Ipotesi: se dovesse continuare a giocare e le chiedessero di andare a fare il secondo all'Inter, che cosa risponderebbe?
«Chissà, forse lo farei. Adoro giocare e si sa, vorrò farlo finchè posso e mi diverto, non mi piace stare a guardare e non so se l'anno prossimo sarò in campo oppure no, anche se vorrei raggiungere le 600 gare in A. Resta il fatto che per l'Inter sì, ci penserei».
Ecco: cosa darebbe per essere nell'Inter attuale?
«Mi piacerebbe tantissimo esserci, così come mi dispiacque lasciarla, apche se poi tornai a Bologna. Se ne ho più parlato con Lippi, di quelle sue scelte? Ci siamo rivisti, ma mai abbiamo affrontato l'argomento, lui decise così e basta: l'unica cosa che mi diede fastidio è che io, Bergomi e Simeone fummo dipinti come i mangia-spogliatoio, e non era vero».
L'Inter di Mancini è la più forte: perché?
«Perché è così, perché è stata la più continua e anche perché Mancini è stato bravo: ha creato una squadra che sa quel che vuole, sembra la Juventus di Capello. In più, ha fatto acquisti intelligenti: Vieira, soprattutto Ibrahimovic".
Ibra è da Pallone d'oro?
«Se non fossero stati eliminati in Champions avrebbe avuto delle chance importanti, ma Ibra è uno che prima o poi lo vincerà».
Ci faccia l'11 ideale fra l'Inter odierna e la sua.
«Pagliuca; Maicon, Bergomi, Materazzi, Roberto Carlos; Figo (Zanetti), Cambiasso, Vieira, Stankovic; Ronaldo, Ibrahimovic". Ma... c'è Ronaldo.
«Anche Adriano va bene. Adriano, sì...».

 

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