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L'ha vinto altrove (alla Samp), ma lì no. Cinque anni
di Inter e una gioia-Uefa: ma scudetti, niente. Gianluca Pagliuca,
classe '66, portiere dell'Ascoli, record di presenze di Zoff
frantumato, obiettivo 600 gare in serie A, è il giocatore
che negli ultimi 20 anni più è stato lì,
lì in nerazzurro, senza incollarsi mai quel tricolore
che ti fa essere e stare sopra a tutti. Adesso l'Inter ha lo
scudetto addosso, e sta per rivincerlo. Gianluca l'ha solo sfiorato.
Pagliuca, sensazione immediata?
«Contentezza per tutti gli interisti, quindi anche per
me».
Interista da sempre, va detto.
«Da piccolo, a Ceretolo, tutti i miei amici erano milanisti,
più qualche juventino. Insomma, lottavo contro tutti:
ero sempre preso in mezzo perché tenevo per il Bologna
e simpatizzavo molto per l'Inter. Juve e Milan mi son sempre
state antipatiche, sempre. Ecco: oggi, oltre ad aver coronato
il sogno di aver giocato nelle mie squadre del cuore, posso
finalmente applaudire un'Inter scudettata. Anzi, un'altra volta
l'Inter scudettata».
Si dice: l'Inter ha vinto senza Juve e con le altre penalizzate.
«Risposta: l'avrebbe vinto lo stesso. Finalmente c'è
stato un campionato onesto, senza alcun tipo di stranezze. E
poi, anche senza penalizzazione il Milan sarebbe dietro...».
Obiettivo IOO punti: possibile?
«Da interista mi basta lo scudetto».
L'Oscar a chi lo darebbe?
«A Materazzi: lo vedi e dici che è interista dentro,
addosso, nel cuore. È uno che ama la maglia che indossa,
una persona credo molto positiva per la compattezza dello spogliatoio».
C'è chi ha definito quello passato uno scudetto di cartone.
«No, è uno scudetto vinto. Ed è giusto così.
Ovvio che fa godere più questo, ma siccome nello sport
come altrove non è giusto barare, ecco che chi aveva
barato doveva pagare...».
La ferita va di pari passo col ricordo, quel ricordo del '98.
«Premetto una cosa: quell'anno fummo un po'... coglioni
noi, perché perdemmo in casa contro Bologna e Bari, quindi
6 punti d'oro. Detto questo, ci fu una serie di episodi strani
che ancora gridano vendetta: lo scontro Iuliano-Ronaldo è
uno, clamoroso e incredibile, ma non posso dimenticare altri
episodi che vedevano protagonista la Juventus, per esempio contro
l'Empoli, poi contro l'Udinese che andò in gol con Bierhoff,
quindi un rigore non dato alla Roma evidentissimo. E a proposito
di quello scontro...».
Dica.
«Ho letto una recente intervista a Ceccarini: è
ancora lì che dice che per lui non era rigore. Ma si
può? Pazzesco».
La sua Inter più forte?
«Quella di quell'anno: con Simoni, una difesa e reparti
rocciosi e uno là davanti al quale bastava dessimo la
palla...».
Ronaldo: non lo nomina più?
«Anche se fosse andato alla Juve l'avrei presa male come
tutti gli interisti, ma andare al Milan cavolo, è il
massimo del minimo! Io non ci sarei mai andato, la sua scelta
non è stata una bella scelta: evidentemente non aveva
il cuore interista...».
Quetti due scudetti potevano essere anche suoi: nel gennaio
di due anni fa l'Inter le chiese di tornare ad Appiano.
«È vero, avevo avuto una proposta, ma decisi di
restare a Bologna».
Ipotesi: se dovesse continuare a giocare e le chiedessero di
andare a fare il secondo all'Inter, che cosa risponderebbe?
«Chissà, forse lo farei. Adoro giocare e si sa,
vorrò farlo finchè posso e mi diverto, non mi
piace stare a guardare e non so se l'anno prossimo sarò
in campo oppure no, anche se vorrei raggiungere le 600 gare
in A. Resta il fatto che per l'Inter sì, ci penserei».
Ecco: cosa darebbe per essere nell'Inter attuale?
«Mi piacerebbe tantissimo esserci, così come mi
dispiacque lasciarla, apche se poi tornai a Bologna. Se ne ho
più parlato con Lippi, di quelle sue scelte? Ci siamo
rivisti, ma mai abbiamo affrontato l'argomento, lui decise così
e basta: l'unica cosa che mi diede fastidio è che io,
Bergomi e Simeone fummo dipinti come i mangia-spogliatoio, e
non era vero».
L'Inter di Mancini è la più forte: perché?
«Perché è così, perché è
stata la più continua e anche perché Mancini è
stato bravo: ha creato una squadra che sa quel che vuole, sembra
la Juventus di Capello. In più, ha fatto acquisti intelligenti:
Vieira, soprattutto Ibrahimovic".
Ibra è da Pallone d'oro?
«Se non fossero stati eliminati in Champions avrebbe avuto
delle chance importanti, ma Ibra è uno che prima o poi
lo vincerà».
Ci faccia l'11 ideale fra l'Inter odierna e la sua.
«Pagliuca; Maicon, Bergomi, Materazzi, Roberto Carlos;
Figo (Zanetti), Cambiasso, Vieira, Stankovic; Ronaldo, Ibrahimovic".
Ma... c'è Ronaldo.
«Anche Adriano va bene. Adriano, sì...».
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