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Pagliuca: Il mio anno migliore a Bologna

29/05/2004

Gianluca Pagliuca saluta il pubblico (Schicchi)
Come ti sentiresti, Gianluca, nei panni di Manninger, adesso che tu, dopo un campionato sempre in campo, hai rinnovato il contratto anche per il prossimo anno?
"Sicuramente non bene, però l'anno scorso non siamo partiti alla pari: sapevo che sarei partito titolare dopo aver avuto un colloquio con Guidolin. Poi è ovvio che bisogna vedere come va la stagione e nel mio caso è stato molto importante aver disputato quella che, secondo me, è stata la stagione più bella da quando sono a Bologna. Inoltre, ho lavorato molto bene con il nuovo preparatore dei portieri, Violini: mi ha dato veramente una grossa mano, con un tipo di lavoro particolarmente adatto al mio fisico. Io ho bisogno di lavorare molto e Giacomo, appena arrivato qua, mi ha subito messo sotto torchio: all'inizio ho sofferto un po' la preparazione ma questo mi ha permesso di sentirmi sempre bene fisicamente, durante l'anno. E in questo campionato ho preso dei palloni che probabilmente l'anno scorso non sarei riuscito a fermare. A trentesette anni e mezzo, allenarsi molto forte è davvero fondamentale".

Il tuo rinnovo è arrivato poco dopo il termine del campionato: nel frattempo hai valutato altre proposte?
"Assolutamente no. Io volevo rimanere qua e inoltre avevo inteso già dalle parole del presidente e del mister che la loro intenzione era di trattenermi al Bologna. Il fatto di aver avvertito la fiducia dell'allenatore e della società mi ha indotto a non guardarmi intorno".

Con l'addio di Signori, dovresti essere tu il nuovo capitano del Bologna, dopo essere stato il suo vice.
"Staremo a vedere cosa decideranno la società e il mister: la fascia la meriterebbe anche Nervo, che è qui a Bologna da più tempo di me, ma se dovessi averla io ne sarei ovviamente molto contento. Quest'anno sono stato il vice-capitano e, teoricamente, dovrebbe toccare a me, ma non ne faccio un problema: l'importante è essere ancora qua ed essere comunque un punto di riferimento importante nello spogliatoio".

Per te sarebbe la prima volta da capitano?
"Sono stato capitano dell'Inter per due o tre mesi in un finale di stagione nel quale Bergomi era infortunato. Con la fascia di capitano ho vinto l'Uefa, battendo a Parigi la Lazio, e sfiorato uno scudetto: ha portato abbastanza bene, direi! In quella famosa partita di Torino arbitrata da Ceccarini avevo io la fascia di capitano; ho rischiato grosso di venire squalificato, dopo le nostre proteste nei confronti dell'arbitro, ma sono riuscito a scamparla, a differenza di altri, come Zamorano e Simeone, che vennero squalificati per due o tre giornate".

Come sarebbe capitan Pagliuca?
"Sarei come tutti i capitani: pronto a dare una parola di conforto o una tirata d'orecchi ai compagni. Lo stesso è successo anche quest'anno: il mister si raccomandava in questo senso sia con Beppe che con me, aveva in noi due e in Nervo i riferimenti nello spogliatoio. Quindi, cambierebbe ben poco se dovessi essere io il nuovo capitano. Non ci sarà più Beppe e di conseguenza aumenteranno un po' le responsabilità sia per me che per Nervo".

Dici che sei un riferimento nello spogliatoio, ma le voci che giravano un tempo dipingevano un Pagliuca un po' schivo nel gruppo.
"È una cosa non vera: anche il mister recentemente ha sottolineato che, nonostante gli avessero riferito questo di me, ha constatato che in realtà è tutto il contrario. A volte si parla a vanvera: non sono il tipo che porta fuori a mangiare i compagni di squadra tutte le sere, però nello spogliatoio se c'è da dire una cosa la dico".

Il portiere che fa il capitano rischia di trovarsi lontano dall'azione di gioco.
"Ma Zoff ha fatto il capitano per dieci anni, pur non parlando mai con gli arbitri. Hanno fatto il capitano Albertosi, Castellini e anche altri portieri più recentemente: non è un problema, io l'ho fatto anche in Nazionale e nell'Inter. È chiaro che se ci si trova dall'altra parte rispetto all'azione, ci penserà qualcun altro a parlare con l'arbitro: questo non ha importanza".

Hai citato Zoff, che con 570 presenze in Serie A è il primo di tutti i tempi. Tu ad oggi ne hai collezionate 531: giocando tutte le 38 partite del prossimo campionato arriveresti a 569.
"Voglio chiarire una cosa: raggiungere Zoff è un mio obiettivo, ma solo giocando a certi livelli. Se per raggiungerlo devo fare brutte figure in campo, piuttosto sono il primo a dire basta anche senza battere il suo record di presenze in Serie A: sarebbe giusto che rimanesse lui là davanti. Se invece anche l'anno prossimo starò bene come in quello appena concluso, questo è un obiettivo che mi pongo, ma sempre a patto di fare buone prestazioni. Non mi sembra il caso di rovinare il mio finale di carriera per raggiungere un obiettivo, importante sì, ma non quanto il fatto di fare buone prestazioni in campo. È ovvio che in cuor mio ci penso alle 570 presenze di Zoff e questo è una spinta ulteriore per me; tra l'altro, in questo momento ho totalizzato una presenza in meno di Albertosi, che con 532 gettoni è il secondo portiere di tutti i tempi in Serie A. Di questi miei numeri tra vent'anni si parlerà ancora ed è ovvio che questo mi faccia piacere".

Con quattro anni e mezzo di presenze consecutive con la maglia rossoblù, hai intanto raggiunto il record relativamente al Bologna.
"Anche questo mi fa piacere, pur se il mio record personale restano i sei anni consecutivi sempre in campo con la maglia della Sampdoria. Ma la cosa importante è un'altra: non avrei fatto questi numeri se non avessi disputato stagioni positive e buone prestazioni. I numeri sono una conseguenza della continuità di rendimento".

Nel campionato appena concluso hai però subito 53 gol.
"È vero, sono tanti, ma li avevo già presi anche nella mia seconda stagione al Bologna e quella era una squadra forte, nella quale giocavano Castellini, Falcone, Lima, Cruz e altri ancora. E, se è vero che nel girone di ritorno quest'anno abbiamo subito molte reti, allo stesso avevamo anche molta facilità a far gol e questo è importante. Come anche il fatto di esserci salvati con anticipo, non sbagliando mai le partite della vita, quando eravamo con l'acqua alla gola e dovevamo vincere per forza".

Sei un giocatore e non un dirigente, ma come vedi il calciomercato di quest'anno, con un campionato alle porte da venti squadre e con tre retrocessioni, senza dimenticare la difficile situazione economica di alcune squadre?
"Sono d'accordo con la società: con il mercato di oggi, si può costruire una buona squadra senza spendere cifre elevatissime. Sono convinto che la società stia lavorando per allestire una squadra competitiva e, se è rimasto il mister, questo significa che ha avuto certe garanzie in proposito: sono convinto che si farà una buona squadra e che la società abbia già individuato certi obiettivi. Visto il momento difficile del calcio, bisogna stare attenti a non spendere più del possibile, ma questo il Bologna non lo ha mai fatto".

Con la partenza di Signori, che giocatore serve in attacco al Bologna? Chi vorresti in squadra?
"Bisogna tener conto che in attacco, non essendoci più Signori, abbiamo giocatori come Tare, Rossini e Bellucci: ci serve un elemento con determinate caratteristiche per completare il reparto. Se devo fare un nome, mi farebbe molto piacere giocare nuovamente con Chiesa, che è stato un mio compagno di squadra per qualche anno alla Sampdoria, oltre ad essere un mio ottimo amico. Gli telefonerò per chiedergli di abbassarsi l'ingaggio! Da avversario, ho subito pochi gol da lui: me ne ricordo uno su rigore; uno da cui prendo gol ogni volta che lo incontro è invece Amoruso: anche quest'anno, nel Modena, ha segnato sia all'andata che al ritorno".

Qual è il tuo obiettivo, oggi?
"Il mio obiettivo ora è di fare un mese e mezzo di relax, di scarico. Poi so già che mi aspetta un ritiro pesante: per continuare a giocare a trentasette anni e mezzo bisogna fare dei sacrifici".

E l'Europa con la maglia del Bologna è un tuo obiettivo?
"Non lo so: il campionato a venti squadre può essere molto livellato, al di là delle quattro o cinque che si staccheranno. Una squadra come l'Udinese, che probabilmente è più forte di noi ma non di così tanto, da qualche anno si qualifica regolarmente per la Coppa Uefa: forse possiamo arrivarci anche noi. Ma il nostro obiettivo rimane sempre quello: la salvezza. Partendo dal terzo turno, personalmente, farei anche l'Intertoto, ma se per partecipare devi iniziare il ritiro a metà giugno è un massacro: il Perugia l'ha pagato in campionato".

Una battuta sulla Nazionale. Sembra che, relativamente ai portieri, ci sia una certa incertezza, almeno per quanto riguarda il secondo di Buffon: cosa ne pensi?
"Penso che Peruzzi è stato quello che quest'anno ha giocato meglio, tra tutti e tre i portieri della Nazionale: lui è uno della mia generazione, non molla mai. Il titolare sarà Buffon, ed è giusto che sia così, però Peruzzi quest'anno ha fatto davvero bene".


Paolo Villani
Gazzeta dello Sport?

 

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