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ASCOLI PICENO, 29 giugno 2006 - Il nuovo portiere dell'Ascoli
è Gianluca Pagliuca. L'ex portiere della Nazionale, classe
'66, ha raggiunto l'accordo, proprio in tarda serata, con la
dirigenza bianconera, che effettua così un grande colpo
di mercato.
Un po' ci era mancato, Pagliuca. Dopo 18 campionati di serie
A (7 con la Sampdoria, 5 con l'Inter e 6 con il Bologna), nell'ultima
stagione aveva dovuto accontentarsi di un anno di Purgatorio,
in serie B, colpa dello sfortunato (e discusso) spareggio salvezza
con il Parma di due campionati fa. Lui ha provato a riconquistare
la massima serie sul campo, ma il suo Bologna non ce l'ha fatta.
E allora il protagonista di Usa 1994, proprietario della porta
azzurra che difese nella finale di Pasadina, ha deciso di tornare
in serie A nell'unico modo possibile: cambiando maglia. A 39
anni ha ancora stimoli enormi, in particolare un traguardo stampato
in mente: il record di presenze in serie A. Il detentore da
Paolo Maldini, che guarda tutti dall'alto delle sue 582 partite.
Pagliuca lo tallona però da vicino, a quota 569 gare,
dietro anche ad un altro mostro sacro del suo ruolo, Dino Zoff.
Insomma, il sorpasso è possibile, o perlomeno l'inseguimento.
Con Pagliuca l'Ascoli rivelazione dell'ultimo campionato guadagna
un portiere esperto, valore aggiunto di una formazione che proverà
a doppiare la salvezza conquistata a sorpresa nel corso dell'ultima
stagione. Ma l'Ascoli pensa anche ai giovani. E così
nella giornata del colpaccio Pagliuca va segnalato anche l'arrivo
in prestito di Michele Paolucci, punta di diamante della Juventus
campione d'italia Primavera e finalista all'ultimo Viareggio.
Ma veniamo alle parole di Pagliuca: "Sono pronto per l'Ascoli,
per giocare, e non dite che continuo ad andare in campo e perché
voglio battere il record di presenze in serie A. Io voglio continuare
a giocare al calcio perché sto bene, perché mi
sento in forma e ho una grande voglia di far bene". Nella
scelta ascolana ha pesato anche un certo Carletto Mazzone. "Ci
ha messo una buona parola anche perché è il consuocero
del presidente dell'Ascoli Benigni, che mi ha voluto all'Ascoli"
- spiega Pagliuca, che ha avuto Mazzone al Bologna, società
dalla quale si è separato non proprio amichevolmente
idilliaco -. "Ci siamo lasciati male e me ne dispiace,
perché è la squadra della mia città e ne
ero capitano". Un pensiero al Mondiale e alle analogie
fra Sacchi, con cui affrontò il Mondiale di Usa '94 perso
ai rigori col Brasile, e Lippi. "Il Sacchi d'allora e il
Lippi di oggi hanno in comune... la fortuna! Questo per dire
comunque che la buona sorte bisogna meritarsela giocando al
calcio come fece l'Italia di Sacchi e come sta facendo oggi
la Nazionale che sto seguendo con facendo un gran tifo".
Peppe
Ercoli
Gazzetta dello Sport
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