|
Il record di Zoff (570 presenze in A) è la missione del portiere rossoblu che, a 37 anni, si sta confermando come l'autentico n.1 del campionato. La sua straordinaria carriera umana, da sciupafemmine (periodo Samp) a marito e papà esemplare (periodo rossoblu). La sua incomparabile carriera agonistica che ne ha fatto l'idolo di Genova, Milano e Bologna.
Ambizioso con sale in zucca: "Mi piacerebbe giocare fino a quarant'anni, ma se mi accorgo che improvvisamente perdo colpi mollo prima".
Disilluso: "Adesso per me è tempo di applausi, ma so che al primo errore. ..".
Pragmatico: "Lo scudetto del Bologna? L'ultimo posto nella colonna sinistra della classifica".
Imprenditore: "Vorrei aprire un cocktail-bar".
Perfino procuratore di se stesso: "Se dipendesse da me, oggi stesso andrei nell ufficio di Gazzoni a firmare il contratto".
Tanti Pagliuca al prezzo di uno. Tutti quelli che puoi scoprire se hai la pazienza di scavare sotto la scorza di un ragazzone schivo e all'apparenza ombroso: in realtà una pasta d'uomo che si apre solo con quelli di cui si fida.
"Sono bolognese, ma credo che mi abbia molto influenzato il fatto di essermi trasferito fin da ragazzino a Genova -racconta Pagliuca - I bolognesi di solito sono più 'spanizzi
'(ndr, libera traduzione: 'esuberanti' ). Io invece ho preso il carattere dei genovesi: chiusi e riservati. Mi apro solo con poche persone e non mi piace farmi vedere in giro".
Ma come? E il Pagliuca sciupafemmine che tutti i lunedì tornava in città per fare gli occhioni dolci alle commesse del centro? Vabbè, è esistito, ma adesso è finito in soffitta. Ora c'è Lei, Aurora, e Lui, Mattia: palo e traversa della sua porta per il paradiso. La famiglia, ecco il grande compagno di squadra di Pagliuca. Quello che ha reso possibile l'exploit di un ragazzo che a 37 anni si è rivelato una delle certezze più solide del Bologna di Mazzone. La famiglia e che altro?
"La salute che mi ha sempre assistito: se a 37 anni ti infortuni in modo grave, fai fatica a recuperare. La molla del divertimento, che continua a sostenermi. E la voglia di sacrificarmi in allenamento. I miei compagni mi prendono continuamente in giro: Pagliu, ma non ti sei ancora stancato di parare? Se sono ancora qui, la risposta è no".
Il più bel complimento che hai ricevuto.
"Dopo Udine in televisione hanno detto che sono così in forma che potrei anche andare agli Europei".
E Mazzone che dice?
"Sempre nello spogliatoio di Udine, mi ha promesso che mi farà giocare fino a quarant'anni".
Lo dice Mazzone, lo pensa Pagliuca: dove sta il problema?
"Nessun problema, l'importante è ragionare di anno in anno: alla mia età mi sembra la scelta più logica".
Ma se dico Zoff...
"Penso che mi mancano cinquanta partite per eguagliare il suo record di 570 presenze in serie A. Quindi anche il Mito non è irraggiungibile".
É vero che tra i segreti di un rendimento sempre all'altezza c'è anche un calo di peso?
"Vero. In estate pesavo 95 chili, un paio sopra il mio peso forma. Poi mi hanno messo a stecchetto. E adesso sono arrivato a 89. Ho eliminato le brioches a colazione e la Coca Cola ai pasti. Con la Coca Cola non è stato facile: ne vado pazzo. Ma ne valeva la pena".
Guarda che gli esami sono finiti: Gazzoni ha già detto che ti legherebbe insieme a Mazzone alle due torri.
"Mi ha fatto molto piacere leggere quelle parole. Se dipendesse da me, andrei subito nel suo ufficio a firmare il rinnovo del contratto. Ma ha detto bene Gazzoni: ne parliamo tra marzo e aprile, mi sembra il periodo giusto. Limportante adesso è non avere rilassamenti: il mio obiettivo è mantenere questa condizione fino al 16 maggio. Però..."
Però?
"Mi piacerebbe rimanere qui anche il prossimo anno. E non dico altro".
Quanto conta la famiglia nell'equilibrio di Pagliuca?
"Tanto. Sono loro che mi sopportano quando la domenica faccio una cappella e vorrei che fosse già martedì, per potermi subito sfogare sul campo".
Perché c'è stato un periodo in cui i bolognesi a Pagliuca non perdonavano il minimo errore?
"Non lo so. So solo che adesso le cose vanno bene, ma io non m'illudo. Perché so come funziona. Al primo errore ci sarà chi ricomincerà a fischiarmi. Non dico che i fischi siano sempre immeritati. All'inizio del campionato c'è stato un momento in cui la squadra non faceva risultato ed era normale che i tifosi se la prendessero con i più vecchi".
Ma a Genova e Milano?
"Mai successo niente del genere. A Genova ero e sono tuttora un'istituzione. Quando ci torno mi stendono i tappeti rossi".
Ti hanno tirato anche i rubinetti dalla curva.
"Quelli sono i sampdoriani dell'ultima generazione. E me li hanno tirati non in quanto Pagliuca, ma in quanto portiere del Bologna. Se al mio posto ci fosse stato, chessò, Antonioli, avrebbero fatto lo stesso".
La domenica più amara è stata quella di Bologna-Perugia: il famoso gol di Bothroyd generato da un tuo errore.
"Sì, gran brutta domenica. E il giorno dopo è morto Tommy, il mio cane, un siberian husky di 14 anni. Forse la tristezza per la morte del mio amico a quattro zampe mi ha fatto dimenticare un po' i fischi".
Dove può arrivare questo Bologna?
"Te lo dico il 16 maggio".
Il massimo traguardo possibile?
"L'Intertoto. E parlo anche in prospettiva futura. A meno che non arrivi il magnate".
Pagliuca e Mazzone.
"É stato bello ritrovarsi a quasi vent'anni di distanza. Ed è stato bello quello che Mazzone ha detto a me e a Signori prima dell inizio del campionato, alla vigilia della partita col Parma: 'Ragazzi, conto su di voi'. Un discorso semplice che ci ha trasmesso grande fiducia".
Gazzoni ha assegnato l'oscar a te e a Natali. E tu a chi lo assegni?
"Anch'io a Natali. Se continua così, è pronto per giocare in una grande squadra".
Quanto conta il portiere nell'economia di una squadra nel calcio di oggi?
"Tanto. Se è bravo, il portiere può portare 5-6 punti a campionato. E bravo per me vuol dire essere regolare e fare, qualche volta, una parata che salva il risultato".
Pagliuca ha già pensato a quello che farà da grande?
"Ho diverse idee per la testa: l'allenatore, il procuratore, l'osservatore. Però dopo vent'anni di domeniche in giro per l'Italia non vorrei spostarmi troppo da qui. Facciamo così: l'allenatore, ma a livello provinciale".
E il Pagliuca imprenditore?
"I miei investimenti più importanti sono in appartamenti: ne ho acquistati a Bologna, ma anche a Genova e Milano. Adesso, insieme ad altri soci, ho un centro di abbronzatura a Casalecchio, il Progetto Sole. Ma il mio sogno nel cassetto è quello di aprire un cocktail-bar".
Per stare alla cassa?
"No. Anche perché adesso continuo a pensare alla porta: quella di un campo di calcio".
Massimo Vitali Mondo Bologna |