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PAGLIUCA : Ne usciremo.

BOLOGNA - Venerdì sera, al termine di Fiorentina-Palermo, abbiamo commentato con Gianluca Pagliuca l'errore di Berti del Palermo che ha rovinato la notte della squadra di Guidolin. Pagliuca difendeva il suo collega,
«è il destino del portiere, noi non dovremmo mai sbagliare, ma qualche volta ci tocca e quando tocca a noi, apriti cielo!».

Era sereno e fiducioso, Pagliuca, nonostante l'ultima volta che era stato a Genova gli avessero tirato addosso di tutto, anche pezzi di lavandino e di altri sanitari. Mai avrebbe pensato che quello che era successo a Berti a Firenze sarebbe accaduto anche a lui il giorno dopo, a Genova. Fino a sabato era stato da applausi, nei giorni del grande rilancio del Bologna aveva fatto addirittura il fenomeno, ma ieri Pagliuca era triste, perché quel suo errore è costato la sconfitta al Bologna in una partita che il Bologna non avrebbe mai dovuto perdere. Il portiere del Bologna sa di aver sbagliato e non importa che lo ammetta, chiede scusa a tutti anche se non lo dice ufficialmente, ma sulla realtà che sta vivendo la squadra tiene a esternare la sua idea. E soprattutto a rassicurare la gente.

«Sono otto le squadre che devono soffrire e noi siamo tra queste. Bene, vorrà dire che soffriremo. E non è vero che il Bologna rischia più di altre, non essendo abituato a questo tipo di scenario: è vero che per me è la prima volta, ma nel Bologna ci sono giocatori che già hanno vissuto situazioni del genere».

Non si era illuso di essere ormai fuori dal tunnel dopo quelle tre vittorie di fila, «anche se inconsciamente pensavamo di essere a metà dell'opera», e più che parlare di nuova crisi del Bologna, almeno per Pagliuca è giusto riconoscere quelli che sono i meriti delle dirette concorrenti.

«Ci hanno messo in crisi le quattro vittorie di fila in trasferta del Lecce e anche le mezze imprese dell'empoli, che ha vinto a Milano contro l'Inter e battuto l'Udinese. Certo, è vero che noi ci siamo fermati, ma è anche vero che le altre si sono messe a correre a mille all'ora».

No, non si mette le mani nei capelli, anche Pagliuca quasi si violenta per farsi scivolare addosso le ultime amarezze.

«Come siamo usciti dal tunnel una volta, sapremo uscirci di nuovo, l'importante in momenti come questi è rimanere calmi e sereni. Proprio come dice Mazzone, che dovremo seguire alla lettera, perché lui sa come bisogna comportarsi in certi casi».

Ha un altro motivo Pagliuca per credere che il peggio sia alle spalle.

«Sono due le note confortanti di Genova. La prima: gli applausi che mi hanno fatto molti tifosi, ed è giusto così dopo quello che ho dato, ho vinto e mi hanno dato in tutti quegli anni in cui sono stato alla Sampdoria. La seconda: ho visto Beppe in crescita e questa è una notizia importantissima per noi, Mazzone sapeva che facendolo giocare con continuità gli avrebbe consentito di trovare la migliore condizione fisica. Sono felice per Beppe, e sono ancora più felice per il Bologna, perché da qui alla fine del campionato Signori li farà di sicuro i suoi gol».Siamo alla resa dei conti, lo sa bene anche Pagliuca che stanno per arrivare due settimane che valgono un pezzo di vita.

«Dopo aver detto che nessuno deve dimenticare che il Bologna ha una partita da recuperare, aggiungo che contro il Brescia e la Lazio ci giochiamo tanto, tantissimo. Fare quattro punti sarebbe eccezionale, farne sei sarebbe addirittura uno spettacolo. No, non so quanti potremo farne, ma so che faremo bene, perché anche a Genova il Bologna ha dimostrato di esserci e avrebbe meritato di pareggiare».

Sabato a Marassi Bologna è stata protagonista. Nel bene e nel male.

«Per tanti anni sono stato l'unico bolognese a giocare in serie A, ora siamo un bel gruppetto. E, incredibile ma vero, me li sono trovati tutti davanti nella mia area di rigore, dove si poteva parlare anche in dialetto. Cipriani è stato il più bravo di tutti, Bazzani è uscito dal campo felice, mentre io, Gamberini e ci metto anche Zaccardo siamo andati via con la coda tra le gambe. Se ho avvertito sensazioni particolari? No, in campo avevo altro a cui pensare. E' vero, Cipriani ha fatto una grande partita, non lo avevo mai visto giocare così bene. Bazzani, invece, non l'ho visto benissimo, e dico anche che, nell'occasione del rigore, si è buttato in terra appena ha sentito ìl contatto».

Alla fine ha vinto l'altra Bologna, quella di Genova, quella vestita con i colori della Doria.

«Ha vinto quella più forte, perché la classifica parla chiaro, ma anche quella più fortunata, perché gli episodi sono girati tutti dalla parte della Samp. Prendete l'azione di Nervo solo davanti ad Antonioli: gli ha tirato addosso ma è stato anche spinto. Un mese e mezzo fa sarebbe stato gol o rigore e il Bologna avrebbe vinto la partita».

Un mese e mezzo fa, quando Pagliuca faceva il fenomeno, Tare segnava e i capi pensavano che la salvezza fosse facile da raggiungere anche senza acquistare un nuovo attaccante e un nuovo difensore.

Claudio Beneforti
Stadio

 

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