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PAGLIUCA, CHE FENOMENO.

PARMA - E' stato il migliore in campo e questo conferma l'andamento della partita. Gianluca Pagliuca ha la rara qualità di trasformare in grinta, determinazione e splendide parate la valanga d'insulti che di solito riceve dalla curva degli Ultras del Parma. In precedenti occasioni fu anche bersagliato con un fitto lancio di vermi da pesca effettuato con le fionde, oltre ovviamente alla serie di contumelie classiche per ogni numero uno quando si trova dalla "parte avversa". Per stare tranquillo l'anno scorso ha giocato addirittura coi tappi nelle orecchie, tenendosi poi a debita distanza (quando poteva ovviamente) dalla rete.

«Ormai non ci faccio neppure più caso - dice Pagliuca - penso solo a quello che avviene in campo e mi concentro al massimo. Credo comunque che i tifosi del Parma farebero meglio, invece di  insultare Pagliuca o i portieri avversari, a pensare ai gravi problemi che hanno in casa e che la loro squadra sta vivendo. Voglio fare i complimenti ai giocatori del Parma perché stanno reagendo al meglio, con grinta, determinazione. Con noi volevano vincer ad ogni costo e ci hanno pressato senza darci respiro. Sono veri professionisti, l'hanno dimostrato sul campo. É dura giocare, impegnarsi, restare concentrati quando non si ha la certezza degli stipendi e del futuro».

Tre parate da moviola con un'agilità da fare invidia ad un ragazzino, ma Pagliuca di primavere ne ha già 37.
«Non è un problema l'età - conferma Pagliuca - hogià detto più volte che voglio giocare fino a 40 anni e lo farò, specie se continuerò ad essere sorretto da una COndizione ottimale come quella che vivo in questo periodo».

Qual è stata la più difficile?
«La prima su Bresciano, il pallone era diretto nell'angolino basso e mi sono allungato tutto per arrivarci».

Un pari che allunga la serie positiva.
«Va benissimo, ci consente di allungare la serie positiva e di tenere alto il morale in vista del Milan. É un punto preziosissimo. Eravamo partiti bene nei primi venti minuti, poi siamo andati in affanno sotto gli attacchi del Parma che ci ha creato parecchi problemi. Stiamo vivendo un buon momento anche come squadra e spero di vedere un grande Bologna anche col Milan. Ha fatto cinque gol all'Ancona e questo la dice lunga su quello che ci attende».

La situazione in classifica però è nettamente migliorata.
«Abbiamo fatto una serie molto importante ma a causa dei risultati a sorpresa che si sono verificati, vittorie del Lecce e dell'Empoli ad esempio, corri sempre il rischio di finire di nuovo coinvolto nella lotta per la salvezza. Basta perdere qualche partita decisiva o non raccogliere come si spera e sei di nuovo nella bagarre».

Il Bologna deve tenere duro e anche Pagliuca intende ovviamente insistere fino a fine campionato.
«Non voglio nemmeno pensare al futuro, sono strafelice per quello che ho fatto ma non mi sento di ipotecare nulla. Ho una condizione eccellente ma gli errori sono sempre in agguato, basta nulla per ritrovarsi a terra e quindi non facciamo questi discorsi. Io mi alleno, vìvo sereno, faccio il mio dovere e non penso ad altro. La vita dei portieri poi è forse la più dura perché appena commetti un errore lo paghi sempre amaramente. I tifosi fanno prestissimo a dimenticarsi del buono che hai alle spalle, conta solo il presente, e se nell'ultima uscita hai fatto un errore che ha portato alla sconfitta ti criticano. Abbiamo conquistato 15 punti in 8 partite ed è un bell'andare ma non abbiamo ancora fatto nulla. Ci attendono partite durissime che non possiamo fallire».

Castellini ha fatto una grande partita.
«Non avevo bisogno di vederlo in campo qua per dare un ottimo giudizio su di lui. Io e i compagni lo vorremmo ancOra ma penso che costi troppo».

Sull'espulsione di Mazzone cosa ha visto?
«Nulla, ero troppo lontano, ho sentito solo i suoi urlacci e mi è bastato».

Giuliano Musi
Stadio

 

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