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PAGLIUCA: NOI, INDEBOLITI DAL MERCATO.


BOLOGNA - Parla della Roma, di Totti, del Bologna, in un'intervista rilasciata ieri a un radio romana Gianluca Pagliuca ha toccato vari punti. Cominciamo da quello relativo alla squadra di Capello.

"E' sempre importante incontrare una grande squadra perché ti dà stimoli particolari, unici. L'unico problema, e non è assolutamente un problema di poco conto, è che al momento la Roma è la più in forma tra quelle che lotteranno per vincere lo scudetto. Anche se, secondo me, non è la più forte; quelle restano Juventus e Milan. Ciò non significa che la Roma non possa vincerlo ugualmente, il campionato. Poi, rispetto alla stagione scorsa, ha recuperato tanti giocatori che sembrava aver perso, e penso a Lima che è fortissimo».

Poi il discorso scivola su Francesco Totti.
«Quando fece il cucchiaio su rigore nella semifinale agli Europei con l'Olanda lo applaudii perché fece un gran gesto tecnico. Se subisci un gol a cucchiaio sullo 0-0 rosichi un po' ma fa parte del gioco, non mi piace se viene fatto a risultato acquisito (come gli fece Pirlo in Milan-Bologna del campionato scorso, ndr)».

Siamo al Bologna.
«E' successo che quest'estate, in sede di mercato, sono stati ceduti due giocatori per noi molto importanti (Castellini e Cruz, ndr), con la conseguenza che ci siamo indeboliti. Abbiamo fatto prestazioni incolori ma la colpa è comunque nostra, solo nostra».

Resta sul tema il portiere del Bologna con alle spalle 3 campionati del mondo e più di 500 partite in serie A.
«Non ci aspettavamo il passaggio da Guidolin a Mazzone dopo aver fatto tutto il precampionato e la preparazione con Guidolin. Inoltre il gioco di Mazzone è differente da quello di Guidolin e la campagna acquisti del Bologna è stata fatta sulla base di giocatori richiesti da Guidolin. Mazzone, dunque, si è ritrovato giocatori poco adatti al suo gioco basato sul possesso palla e più utili al gioco di Guidolin. Comunque è consigliabile non fare drammi, vedrete che i frutti del lavoro di Mazzone si vedranno dopo le feste di Natale e nel girone di ritorno».

Poi Pagliuca sposa in pieno quella che è la politica societaria, la strategia del Bologna basata sull'equilibrio gestionale e su un bilancio da gonfiare il petto.
«Per me è più importante finire la stagione con i bilanci in positivo, mentre una volta si pianificava una stagione per arrivare sesti o settimi, ora arrivare in quella posizione o quint'ultimi non cambia nulla. Lo ripeto, conta soprattutto essere sani e il Bologna sano lo è».

Fa una divagazione sul basket, lui che è tifoso della Virtus bacchetta Bazzani, fortitudino, per quella maglietta esposta dopo il gol all'Empoli :
«Vivo male la situazione della Virtus, quella ma- glietta Bazzani poteva risparmiarsela, ma sia chiaro, non ha ammazzato nessuno».

Si va avanti, torna sul calcio.
«Per quanto riguarda i portieri italiani, Buffon è irraggiungibile mentre Toldo in fase calante. Oltre a questi due se dovessi fare dei nomi per la Nazionale direi De Sanctis, PelizZoli, Cudicini e Roma. Abbiati è un grandissimo portiere ma non è titolare nella sua squadra, quindi non sarebbe giusto includerlo nella lista».

Ci siamo, è il momento di parlare del Pallone d'Oro: bene, Pagliuca la pensa così:
«Lo darei a Raul perché uno che vince tre Champions League e arriva diverse volte secondo in questo premio lo merita. Comunque, lo meriterebbe anche Nedved, pur non avendo vinto la Champions. Se dovessi fare tre nomi, direi Raul, Nedved e Buffon perche è un mio collega di ruolo. Totti? Metterei anche lui, la sfortuna è stata che la Roma nella stagione scorsa ha fatto male, ma quest'anno sta facendo meglio».


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