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Gianluca, ad Everton è andata male. "E' vero, in
questo momento non stiamo andando affatto bene. Però bisogna dire che abbiamo
cambiato abbastanza rispetto all'anno scorso e di conseguenza siamo ancora un
po' impacciati. Ma tutto questo è normale. Sarei più preoccupato se fossimo già
in gran forma adesso, quando mancano ancora molti giorni all'inizio del
campionato".
E' quindi una questione relativa al
momento che state attraversando? "Dieri di sì: è un problema di
preparazione. Le squadre inglesi iniziano il campionato già questo sabato: c'è
una bella differenza. Noi siamo ancora in corso d'opera e, ripeto, con tutti i
nuovi giocaotori che sono arrivati, è normale che i meccanismi si assestino
gradualmente: ci vorrà ancora un po' di tempo. È una prassi che le cose vadano
in questo modo: può succedere ed è anzi normale che vada così".
Lo scorso anno siete partiti subito forte, però. "L'anno
scorso ci aveva inizialmente avvantaggiato l'Intertoto da disputare: i risultati
servivano fin da subito e, almeno nei primi turni, sono arrivati. In questo
momento invece i carichi di lavoro sono massicci ed occorre ancora tempo per
smaltirli. Inoltre, Guidolin vuole vedere tutta la rosa all'opera: siamo in
tanti ed ognuno di noi riesce a giocare metà partita o poco più".
La difesa sembra più in difficoltà degli altri reparti.
"Ma è anche vero che in questo reparto stiamo aspettando il recupero di
Zanchi. Quando Marco tornerà in forma, saremo ben coperti anche in
difesa".
Che impressione ti hanno fatto i tuoi nuovi
compagni di squadra? "Sono tutti molto bravi, non c'è che dire. In
particolare, mi ha stupito Fausto Rossini. Di lui sapevamo la sua grande bravura
nel gioco aereo, ma è molto dotato anche con i piedi".
E di Manninger cosa ci racconti? "Ho sempre avuto un
secondo portiere affidabile e lo stesso vale per Manninger. C'è una gerarchia di
ruoli che va rispettata ed in questo momento prevede che sia io il titolare. Ma
a dicembre compirò 37 anni: il Bologna ha fatto bene a cautelarsi con un
investimento importante per il futuro. La sua presenza non mi infastidisce di
certo: io non mi sento mai appagato e sapere di avere in panchina un sostituto
particolarmente bravo mi dà un'ulteriore motivazione per stare sempre sulla
corda e continuare a ripropormi ad alti livelli".
Dopo
le contestazioni di fine stagione, i malumori della tifoseria sembrano essersi
placati. "La società, del resto, si è mossa molto bene: in questo
modo, ha sicuramente ridato fiducia ad una piazza che si era fatta sentire. Ma
ora dobbiamo iniziare bene in campionato, altrimenti si riaccenderà la miccia. E
dobbiamo sempre restare uniti come gruppo, anche se e quando le cose non
dovessero andare bene".
di Paolo Villani www.bolognafc.it
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