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"PAGLIUCA: IO E MANCIO, CHE LITI".


BOLOGNA - "La prima volta che me lo sono ritrovato da allenatore sulla panchina avversaria, ho sentito un colpo al cuore. E' stato quasi due stagioni fa, lui era alla Fiorentina - dice Ginaluca Pagliuca - Dopo aver vissuto per otto anni nello stesso spogliatoio, aver gioito e sofferto, "Mancio" per me era e resta un compagno di avventura. Di quella famosa Samp io sono rimasto l'unico che ancora gioca. Non riesco ad immaginarmelo solo come tecnico".

Otto anni alla Samp, una generazione di calciatori, con un palmares invidiabile.

"Otto stagioni fantastiche. Abbiamo virito moltissimo, siamo cresciuti, ci siamo affermati come campioni internazionali. Quando sono arrivato io, alla Samp "Mancio" e Vialli erano già delle stelle, erano i punti di riferimento insieme a Vierchowood ed agli altri assi. Il rapporto è stato subito ottimale anche se non sono mancati i diverbi. In tre-quattro occasioni si è trattato di contrasti anche molto seri ma, passato qualche giorno, tutto si appianava e si riprendeva a vivere splendidamente. Eravamo in sintonia anche come ex bolognesi, il rossoblù ci è rimasto sempre nel cuore".

Discussioni che evidenziavano il carattere dei singoli.

"Mancio ha sempre avuto un carattere molto forte, sa quello che vuole, come ottenerlo e come comportarsi per raggiungere lo scopo. E' un po' introverso, parla il giusto ma quando apre bocca non dice sciocchezze. Come capitano-allenatore aveva un rapporto preferenziale con gli arbitri, si faceva rispettare. Vialli invece era più abbordabile e da compagnia, ma anche lui in certi momenti diventava un duro. Abbiamo vinto scudetto, Coppa della Coppe, Supercoppa, Coppa Italia, siamo arrivati alla finale di Charllpions. Se non avessimo avuto classe, carattere, grinta, voglia di sfondare, non le avremmo mai neppure sfiorate. Mancini si può considerare il compendio di quelle otto stagioni irripetibili".

La coppia Mancini - Pagliuca stava per riformarsi all'Inter.

"Era tutto fatto poi l'affare saltò. Sarebbe stato bello tornare a giocare con Mancio ma forse è stato meglio per lui passare alla Lazio. All'Inter non avrebbe potuto svolgere la doppia funzione di capitano-al1enatore in campo, e, dopo il ritiro, quella di tecnico. In quei tempi l'Inter andava forte, raggiungemmo la finale dì Uefa e l'anno seguente abbiamo rischiato dì vincere tutto. Mancini non avrebbe avuto lo spazio che meritava. Alla Lazio invece si è fatto apprezzare anche come persona e tecnico ed ha sfondato. E' sempre stato molto preciso, metodico, curava ogni particolare, anche per questo ha giocato venti anni ai massimi livelli".

Differenze tra Mancini giocatore e allenatore.

"Il giocatore lo conosco in ogni particolare. Spesso era molto agitato, dìscuteva con tutti, era molto esigente ma anche disponibile. C'è sempre stata una profonda stima recirroca. Come tecnico lo posso giudicare solo da fuori. Ho notizie indirette ma mi pare molto più riflessivo e pacato. Mi dicono sia anche molto preparato e sappia gestire al meglio il gruppo. Le squadre che ha allenato rispecchiano queste impressioni. Fiorentina e Lazio regalavano organizzazione e bel gioco. Si vede la sua mano. E non dimentichiamo che è sempre molto difficile allenare una formazione destinata al fallimento ed un'altra che l'ha sfiorato".

Nonostante i problemi societari la Lazio ha disputato un grande campionato sfoderando anche gioco di alta qualità.

"Ha un organico di prim'ordine. Dai portieri alle punte sono tutti campioni affermati. In difesa è dura e poi c'è Stam che è un colosso. A centrocampo vanta molti nazionali e in attacco dovremo fare i conti con Lopez, Chiesa, Corradi, Simone Inzaghi. Ha prodotto il gioco più bello della serie A e arriverà al quarto posto che le assicura la Champions. Se non avesse sciupato almeno sei punti coi rigori falliti sarebbe arrivata addirittura seconda".

Per essere quarta la Lazio deve fare punti a Bologna.

"Mi dispiace per Mancio ma da Bologna non porta a casa nulla. Dopo riprenderà a volare e gli auguro di fare il pieno nelle due partite che restano. La Lazio ha un grande organico e sulla carta non mostra punti deboli ma sono sicuro che il Bologna qualcosa inventerà per metterla alla frusta. Raggiunta la salvezza ora siamo tranquilli, ce la giocheremo a viso aperto.E poi noi abbiamo Signori. Lui è stato l'anima della Lazio, conosce tutto, quindi sa anche come batterla".

di Giuliano Musi
Stadio

 

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