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"PAGLIUCA : IL BOLOGNA FARA' 45 PUNTI".


BOLOGNA - Gianluca Pagliuca la faccia ce l'ha sempre messa. Nei momenti difficili non si è mai nascosto. Dopo l'11 settembre ad esempio portò la fascia di capitano con la bandiera americana.

«Fu una dimostrazione di solidarietà verso le vittime; non avevo intenti politici. Ora -dice scherzando- se sarò di nuovo capitano porterò una fascia normalissima, al massimo con la scritta Vota Pagliuca o Partito Pagliuca».

Anche durante l'ultima contestazione dei tifosi era in prima linea. Appena i sostenitori, inferociti, hanno preteso che la squadra e capitan Signori si avvicinassero alla rete di Caste!debole, Pagliuca, consapevole di essere uno dei leader del Bologna, è andato a parlare per calmare le acque. Da giocatore esperto qual è ha lasciato sfogare i tifosi, mostrando anche un notevole autocontrollo perché certe frasi erano molto pesanti, poi con voce pacata ha ribadito il massimo impegno suo e dei compagni, replicando con fermezza se l' argomento lo richiedeva. Molto deciso ma anche molto amareggiato, tanto che a distanza di qualche giorno non vorrebbe più trattare l'argomento.

«E' già stato detto tutto e non mi sembra il caso di insistere. Ho già vissuto esperienze simili all'Inter. Una volta abbiamo lasciato San Siro di notte col pullman preso a sassate. Ma il precedente più singolare mi è accaduto alla Pinetina. Eravamo alla fìne del girone di andata e il passo era inequivocabilmente da retrocessione. I tifosi erano infuriati, così una mattina a un chilometro dall'ingresso del centro di Appiano Gentile ci hanno fermati alcuni dipendenti dell'Inter. Volevano guidarci attraverso i campi verso un'entrata secondaria. Ma i tifosi interisti avevano scoperto tutto e ci attendevano al varco. E' stato un calvario. Per tutto il tragitto tra campi e fìlari ci hanno coperti di insulti. In particolare Bergkamp, Jonk e Pancev! Hanno corso anche il rischio di buscare qualche schiaffo. Il risultato però ci fu perché nel ritorno abbiamo vinto sette partite di seguito e siamo andati in Uefa. Capisco la rabbia dei tifosi che non hanno digerito il 5-1 di Como; anch'io ho provato quei sentimenti e li provo ancora, ma sono anche convinto che non sia successo nulla di irreparabile. Il Bologna, anche se alcuni sostengono il contrario, non ha mai mollato, non ha mai alzato la guardia, si è sempre allenato con la massima professionalità e sono proprio queste le qualità che ci faranno tornare sulla strada giusta. Non chiedetemi cosa è successo, anche noi ci siamo interrogati all'infinito nello spogliatoio senza trovare una risposta. L 'unica cosa sicura è che nel momento favorevole facevamo gol con un mezzo tiro, ora va tutto alla rovescia. Restano otto partite, dovranno darci la spinta per riprendere in fretta la strada che ci compete. Siamo noi i primi a non accettare una salvezza risicata con solo 40 punti. Il Bologna, anche dopo lo scivolone, merita almeno 44-45 punti. Questo è l'obiettivo che ci consentirebbe di chiudere la stagione senza eccessive recriminazioni. Prendiamo il calendario: otto partite significano 24 punti, sarei molto contento se ne facessimo 14. Due-tre vittorie e qualche pareggio sono alla portata. Non è un bottino irraggiungibile, anche perché credo che il calendario difficile ci favorirà. All'andata abbiamo fatto punti quasi sempre con squadre forti. Noi con le deboli non riusciamo a dare il meglio, allora, visto che ci attendono impegni gravosi, sono sicuro che faremo ottime cose».

Pareva che il momento difficile fosse superato ma c'è stata la ricaduta di Corno.

«Ci eravamo illusi anche noi. Avevamo intascato otto punti in quattro partite. Ora c'è il Perugia che è in ritiro da una settimana. In casa ha vinto con tutte le grandi, a parte la Juve che è passata immeritatamente. Le motivazioni giuste non mancano, i presidenti di entrambe le squadre sono arrabbiati e pure noi andiamo jn ritiro. Siamo convinti che sarà molto utile».

La sosta ha già stemperato ogni cosa?

«Non ha stemperato proprio nulla! Anzi, ci ha dato parecchio fastidio perché se alla sosta arrivi dopo un periodo positivo (come è capitato a noi prima di Natale) va tutto bene, ma se ci arrivi dopo un momento negativo diventa un incubo. Abbiamo portato sulla testa il macigno del 5-1 di Como per quindici giorni, una fatica terribile che vogliamo toglierci».

Il prossimo anno Pagliuca ci sarà ma molti della rosa vestiranno altre maglie.

«Non credo. Se chiudiamo bene la stagione tornerà l'entusiasmo e la società ci penserà prima di disfare un gruppo che funziona. Io sono convinto che Signori e Cruz non andranno via tanto facilmente».

di Giuliano Musi
Stadio

La versione di "Il Resto del Carlino" :

Pagliuca, la contestazione di una settimana fa?

«Basta, se n'è parlato fin troppo. A noi è dispiaciuto quello che è successo a Casteldebole: ma sono sicuro che anche ai nostri tifosi non sia piaciuto prendere 5 gol a Corno. Adesso la nostra forza è il campo: 8 partite da cui dobbiamo raccogliere il massimo».

Otto partite significano 24 punti.

«Se al posto di quel 2 ci fosse un bell '1, io sarei molto contento: 14 punti andrebbero benone. L 'importante è non salvarsi per il rotto della cuffia. E ragionevolmente, per dire di aver fatto un buon campionato, dobbiamo fare come minimo 44-45 punti. Il problema è che non abbiamo un calendario facile».

Potrebbe essere anche uno stimolo.

«Questo è vero. Quest'anno, contro le squadre sulla carta più deboli, abbiamo sempre fatto male. Peccato che ci capiti subito una squadra che è in ritiro da 10 giorni. Quest'anno, purtroppo, funziona così: affrontiamo gli avversari nel momento per loro più delicato, quando magari preparano la partita del riscatto dopo una settimana di ritiro. E' già successo con Piacenza e Corno».

Stavolta in ritiro ci siete anche voi.

«Sì. E ci siamo andati molto volentieri. Non dico che abbiamo accolto la decisione con entusiasmo: ma tutti abbiamo capito che era il momento giusto di stare ancora più uniti e concentrati».

Il suo rapporto con i ritiri?

«Ne ricordo uno con l'Inter: ci segregarono in albergo da martedì a domenica».

E il suo rapporto con le contestazioni?

«Mi viene in mente ancora l'Inter. Ricordo una domenica che, dopo la partita, lasciammo San Siro alle undici. E un'altra volta, penso un sabato, quando ci fecero lasciare le auto a un chilometro dalla Pinetina e arrivammo al campo tra due ali di tifosi che ci insultavano».

Pagliuca, Corno che cosa è stato?

«Un passo indietro che non ci voleva. Specie dopo che avevamo raccolto 8 punti in 4 partite».

Non le capita di chiedersi dove si sia nascosto il Bologna del girone d'andata?

«Siamo partiti un mese prima degli altri e siamo entrati subito in forma. Però ricordo anche molte partite che abbiamo vinto facendo uno o due tiri in porta, poi non beccavamo mai gol: cosa che adesso non succede».

Si sente pronto a fare la chioccia nel Bologna dei giovani disegnato da Gazzoni?

«Prima di capire quale Bologna verrà costruito bisogna vedere come finisce il campionato. Io sono contento di avere ancora un anno di contratto, ma non penso che il prossimo anno sarò il solo giocatore esperto del gruppo. Non voglio credere che si sfaldi tutto. E per esempio non credo che Cruz e Signori andranno via tanto facilmente: per me ci sono buone probabilità che restino».

Perugia contro Bologna: chi è più arrabbiato?

«Gaucci è arrabbiato, ma non penso che Gazzoni in questo momento sia allegro. Il Perugia vorrà vincere: noi fuori casa... vabbè, lasciamo perdere, è un anno che diciamo le stesse cose. Stavolta sto zitto, sperando che parli il campo».

P.S. Perugia-Bologna, 1-1.
di Massimo Vitali
Il Resto Del Carlino

 

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