|
CASTELDEBOLE, 6 febbraio 2003 - "Com'era bello quel Bologna ostico:
il termine non piaceva, d'accordo, soprattutto al nostro allenatore, ma magari
si facevano piЫ punti. E' un momento non positivo, non la chiamerei crisi,
dobbiamo tiraci su al piЫ presto, proprio con l'Atalanta". Gianluca Pagliuca
analizza ciР che va analizzato: 2 punti nelle ultime 5 partite e il Bologna di
Guidolin a un passo da una mezza crisi, visto che domenica sera ("Io le
giocherei tutte alle 15, sono un tradizionalista") arriva l'Atalanta dei sei
risultati utili consecutivi.
"Per fortuna - sorride il portiere - perchИ
noi a rilanciare le squadre siamo i numeri uno. A parte gli scherzi: siamo in un
momento in cui ci gira un po' cosЛ, paghiamo disattenzioni ed errori come quelli
a Roma, per esempio il mio su cross da destra che ha rovinato una bella
prestazione". Ce l'ha con chi invade l'area durante il rigore ("Il giorno dopo
tutti gli arbitri stavano attenti, abbiamo fatto da cavia").
Ora zooma
sui bergamaschi. "Vincere contro di loro significherebbe respingerli a 13 punti,
quindi avvicinarsi di moltissimo alla quota salvezza che si Х notevolmente
alzata. Credo che il calo che abbiamo avuto adesso ci farЮ volare a maggio; o
almeno spero, visto che negli ultimi anni in quel periodo abbiamo subito un alo
che ci ha precluso bei traguardi". Chiusura con sportivo-cinismo: "Con
l'Atalanta vorrei anche vincere giocando male, magari uno a zero su autorete:
l'importante Х riprendere i tre punti".
Gazzetta Dello Sport
Versione nel "Il Resto del Carlino" :
"PAGLIUCA, CONSIGLI AL TRAP"
BOLOGNA - Il guardiano del faro rossoblù ci mette sempre le mani e, quando è il caso, anche la faccia.
"Scusate", ha detto Pagliuca dopo aver consegnato a Cassano la palla del 3-1 romanista all'Olimpico, "con quella papera ho chiuso la partita".
Poco dopo si è aperta la polemica. Perchè Delvecchio ha segnato un gol irregolare.
"E' vero. Meno male che almeno a 'Controcampo' hanno evidenziato quell'episodio. Dopo aver respinto il rigore di Totti me la sono presa con Zaccardo che non ha impedito a Delvecchio di arrivare sul pallone. Poi ho capito che la colpa era della tema arbitrale. Doveva fischiare la posizione irregolare di Delvecchio, ma nessuno evidentemente l'ha vista".
O nessuno ha avuto il coraggio di vederla. In un caso come nell'altro, ci ha rimesso il Bologna. Per dire che la differenza fra un bel pari all'Olimpico e la crisetta è davvero sottile, come il margine di manovra che oggi rimane alla squadra di Guidolin.
Ricetta Pagliuca:
"Certo che noi siamo speciali nel rilanciare le squadre in crisi. Ora vediamo di battere l' Atalanta: rimandarla a 13 punti significa aver risolto il problema".
Di che problema si tratti, è presto detto:
"Crisi è una parola grossa, eccessiva. L 'inizio del 2003 è stato negativo, ma le prospettive possono tornare buone molto in fretta".
Pagliuca reclama la serenità delle analisi:
"Anche la Juve ha fatto un punto in tre partite, poi ha ricominciato a vincere. Per dire che neppure la migliore delle squadra può sperare di non andare mai fuori giri".
A imballare il motore, sostiene Guidolin, hanno contribuito le lunghe vacanze. Pagliuca racconta le
sue:
"Io ho giocato molto a tennis o a basket e a tutti è stato dato il compito delle vacanze. Più che di sregolatezza, credo che il Bologna sia colpevole di rilassamento o, se volete, di una lieve forma di appagamento".
Lieve, comunque visibile: il Bologna, da settembre a dicembre 2002, ha vantato la seconda miglior difesa della serie A, e nel 2003, con la media due gol subiti a partita, ha la difesa più perforata.
"Questo dice quanto fosse sbagliato criticare il Bologna ostico, che non faceva passare nessuno. Siamo in calo, non c'è dubbio, ma non siamo soli: il Milan, la Lazio, il Chievo e tante altre, sono più le squadre che hanno perso smalto rispetto a chi lo ha ritrovato. In pieno inverno succede spesso".
Ed ecco come una brutta notizia può diventare il grimaldello che apre la cassaforte delle soddisfazioni.
"Ci sta che il calo di questo periodo sia l'ultimo e che non ce ne capiti un altro in primavera".
Fuori stagione è risbocciata la passione degli italiani per Baggio.
"Vi prego, non ce la faccio più. Basta con Baggio".
In effetti, di tormentone si tratta, ma che la nostra Nazionale sventoli una bandierina dell' Argentina e lasci nel cassetto il suo bandierone, non è molto logico.
"Ognuno è libero di vedere la vicenda Camoranesi dall'angolazione che preferisce. Certo, se Trapattoni chiamasse lui e lasciasse a casa Nervo e Castellini, a me darebbe fastidio. Il nostro Marcello adesso è più in forma di Nesta e Cannavaro. Nervo, invece, ha solo il problema di non essere un uomo da copertina".
Gianluca Pagliuca, invece, è senz'altro un uomo da spogliatoio: per combattere il pessimismo, il portiere ha portato a cena tutta la squadra. .Dall'ostico all'oste, può darsi che vada bene lo stesso.
di Stefano Biondi.
|