-Gianluca, in quest'anno solare sei il giocatore che ha giocato di piu'
per un totale di 3159 minuti. Dietro di te, con un minuto in meno (e dodici anni
di differenza)Gianluigi Buffon. -Non sono sorpreso perche'
fisicamente mi sento un ragazzino. Ho ancora tanto entusiasmo. Sono un testardo
con un obiettivo ben preciso nella testa: le 500 gare in Serie A. Anche se devo
confessarvi che il mio sogno e' di arrivare a 571, cioe' una
in piu' di Zoff.
-Zoff ha giocato fino a 40 anni -E' vero che i
tempi sono cambiati ma una volta tanto a favore di chi come me ha gia'
la sua eta'. Se guardiamo le rose delle squadre che militano in Serie A
e' facile notare l'alto numero di portieri di esperienza. Antonioli,
Ferron, Ballotta, Taibi, Rossi sono tutti abbondantemente sopra la trentina.
-Vogliamo parlare di chi ti ha allenato in questi anni?
-Ho avuto tre
preparatori in carriera, considerato che Buso era l'allenatore. Battara
e' stato il piu' importante, ai tempi della Sampdoria. Ero un
ragazzino e mi ha svezzato facendomi un mazzo grande come una casa: mi allenavo
due volte al giorno, al mattino con la prima squadra, al pomeriggio con la
Primavera. All'Inter ho avuto Castellini, persona eccezionale con la quale ho un
bellissimo rapporto dal punto di vista umano. Infine, Di Iorio che ha un metodo
di lavoro un po' particolare. All'inizio ho avuto qualche difficolta',
poi sono arrivati i risultati e adesso la sintonia e' totale.
Conservi delle amicizie nel calcio?
-Katanec, che adesso allena
l'Olimpiakos. E dei tempi della Sampdoria ho mantenute bellissime amicizie anche
con Cerezo e Victor.
-La grande Sampdoria dello scudetto assomiglia a questo
Bologna?
-Sono diversi i tempi. Qualche anno fa il Bologna con questa squadra
avrebbe potuto raccogliere risultati importanti ma adesso le grandi squadre
spendono tantissimo e diventano irraggiungibili. Mi basterebbe venire ricordato
con questo gruppo per essere entrato in Europa.
-Cosa ti fa arrabbiare?
-I
giocatori sopravvalutati, che riescono a rimanere a certi livelli grazie ai
procuratori, alla stampa o solo perche' sono in un giro di squadre
ambiziose. Invece ci sono tanti che lavorano duro e sono piu' bravi ma
non emergono. Per questo amo gli sport individuali, dove chi e'
migliore alla fine viene fuori.
-Un ricordo della tua Bologna?
-L'Andrea
Costa, conservo ancora gli abbonamenti di quando andavo in curva.
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