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Pagliuca : Tranquilli, ci sono io.


BOLOGNA - Mancano ancora 5 minuti alle 10,30 quando arriva la prima telefonata. E' di Saverio,chiama da Sassuolo.

"Sono un interista sfegatato e ce l'ho a morte con Lippi che ha preteso la tua cessione. Spero che tu continui a giocare fino a 45 anni, sei un grande ma domenica vinciamo noi 1-0".

"Guarda, ti ringrazio per le belle parole, ma farò di tutto per darti una delusione domenica, noi andiamo a Milano per giocarcela fino in fondo".

"Gianluca, tu sei uno dei pochi ex nerazzurri che continua a parlare bene dell'lnter, perché?".

"Perché l'Inter mi è rimasta un po' nel cuore, perché non posso dimenticare tutti gli anni meravigliosi che ho passato a Milano, anche se abbiamo vinto poco o nulla".

Neanche un attimo di pausa, ecco Maria Pia di Bologna.

"Domenica contro il Brescia sei stato immenso. Dimmi la verità: era entrato quel pallone di Baggio?".

Pagliuca è sicuro, non teme di andare controcorrente.

"Tutti hanno detto che era gol, ma mi chiedo come facciano a esserne certi. Sono pronto a scommettere una fortuna che il pallone non era entrato del tutto, l'ho detto anche a Roby e all'arbitro Trentalange".

Ancora Maria Pia: "Ce la faremo a non perdere contro l'Inter? Dai, mettetecela tutta".

"Può contarci, questo è sicuro. Speriamo che l'Inter abbia speso gran parte delle sue energie a Lione".

Chiama una nonna di Bologna che subito chiede a Pagliuca come sta il suo bambino, Mattia.

"Sta benissimo, proprio come il Bologna".

"Noi siamo una famiglia di interisti, ma tifiamo anche per il Bologna. Come finirà domenica?".

"L'unica cosa che posso dirle è che sarà una partita complicata sia per il Bologna che per l'Inter. Loro sono favoriti, ma sono sicuro che anche noi ci faremo valere".

É la volta di Lamberto di Bologna (la stessa domanda la porrà più avanti anche Francesco Ricciarelli di Pescara).

"Gianluca, ti saresti arrabbiato se tu fossi stato al posto di Buffon?".

"Alla grande, eccome se mi sarei arrabbiato con l'arbitro. Quando ti fanno un blocco con tre persone, come fai a respingere il pallone? Comunque, l'Inter meritava di pareggiare".

In linea c'è Daniele, che assicura di essere un grande tifoso rossoblù.

"Come siete messi rispetto all'anno scorso?".

La risposta di Pagliuca non si fa attendere.

"Siamo carichi come lo eravamo nel campionato passato. É vero che abbiamo dei problemi tra infortuni e squalifiche, ma ormai siamo allenati all'emergenza, considerate tutte le sfighe che abbiamo passato l'anno scorso".

"Mi raccomando, a Milano dobbiamo vincere".

"Facile a dirlo. Io posso solo promettere che daremo anche l'anima per riportare a casa un risultato positivo".

Ancora il tifoso.

"Guarda, Gianluca, io vado a Milano solo se voi siete convinti".

"Daniele ti chiami, vero? Bene, puoi partire. Sei ancora li?".

Squilla di nuovo il telefono,è il signor Gian Ezio dì Ponte Longo, in provincia di Padova.

"Chiamo dal paese dello zucchero e per me il Bologna è lo zucchero da una vita. Ero a Viareggio nell'86 quando tu giocasti nella Sampdoria al Torneo di Viareggio. Mi chiedo ancora perché il Bologna ti mollò. Ascolta Gìanluca, sono molto arrabbiato con le televisioni nazionali, perché nessuno parla di noi?".

"Hai ragione, ma cosa possiamo farci? In Italia parlano solo delle grandi squadre, a noi restano solo le briciole. Ti dico una cosa: se faremo un buon risultato a Milano, vedrai che cominceranno a considerarci di più. Noi proveremo a costringere certa gente a interessarsi maggiormente del Bologna, parola mia".

Si va avanti senza sosta; chiama Alan di Bologna.

"Chi ti spaventa di più tra i nerazzurri?".

Pagliuca non si fida di nessuno, ma avverte i suoi compagni che il pericolo numero uno sarà Vieri.

"Quello là è una forza della natura, quando parte non lo butti giù neanche con le cannonate. Ho una speranza: vorrei tanto che Bobone si svegliasse domenica mattina con un lieve dolore a una coscia. Sia chiaro, roba di poco conto, ma tanto da consigliarli di non rischiare contro di noi".

Telefona Adriana di Modena, è una tifosa dell'Inter.

"Cosa ti è rimasto dell'Inter e cosa pensi del presidente Moratti?".

"Ripeto che dell'Inter ho un ricordo meraviglioso, nonostante abbia vinto solo una Coppa Uefa. Per quanto riguarda Moratti, è un grande signore che per l'Inter sta facendo tanto. Gli rimprovero soltanto di non aver avuto il coraggio di dirmi fino in fondo la verità quando mi scaricarono".

Su per giù sullo stesso tema interviene Francesco Meroi di Pordenone.

"Cosa vorresti cancellare dei tuoi anni all'Inter?".

"Il finale del campionato del '99 quando andò via Simoni e arrivò Lucescu: in quei giorni si sfaldò tutto".

"Gianluca, hai dimenticato quello che ti ha fatto Lippi?".

"Ci rimasi male, ma da allora è passato tanto tempo. Ammetto che mi hanno fatto piacere le testimonianze di affetto che ho ricevuto dai tifosi. Là mi amano ancora e sono sicuro che anche domenica la curva mi applaudirà".

La successiva telefonata arriva da Siena, è il signor Pietro (più avanti chiameranno per lo stesso argomento anche Franco Materazzi di Perugia e Domenico Bianchi di Fano).

"Ce la farete quest'anno a conquistare un posto in una coppa europea?".

"Non mi faccia sbilanciare, a me non sono mai piaciute le sparate. Ecco, avrei invertito volentieri i risultati contro il Brescia: i13-0 di domenica scorsa al Brescia lo avrei fatto volentieri il 5 maggio. É incredibile toccare quota 52 in classifica e non agguantare l'Uefa".

La signora Paola di Bologna ha una richiesta speciale: "Gianluca, pagherei oro per avere una tua maglia".

"Non ne ho tante, ma uno di questi giorni vieni a Casteldebole e cercherò di accontentarti".

All'altro capo del telefono c'è un arbitro di Pisa, Claudio Cappelli.

"Gianluca, sei un grande. Posso chiederti come un arbitro deve porgersi al giocatori?".

"Ho sempre avuto buoni rapporti con gli arbitri e ho sempre apprezzato quelli che parlano e hanno un dialogo con i calciatori. Poi sta a noi calciatori ad avere il giusto rispetto nei vostri confronti".

Incalza Claudio: "Sai, i nostri capi ci dicono che non è bene parlare".

"Secondo me è sbagliato, è peggio, il giocatore finisce per innervosirsi quando un arbitro volta le spalle e ti tiene a distanza".

Siamo a Gianluca, telefona da Imola.

"Hai fatto 3 mondiali: ti è rimasto qualche rimpianto?".

Ecco la replica di Pagliuca.

"Mi amareggia il fatto di non averne vinto neanche uno. Nel '90 lo abbiamo perso noi ed eravamo i più forti, nel '94 siamo andati in finale, ma ha vinto meritatamente il Brasile, nel '98 siamo stati battuti dalla Francia che poi è diventata campione del mondo".

Sul tema Nazionale la domanda di Vladimiro di San Donato Milanese.

"Ti dispiace non aver giocato il quarto mondiale?".

"No, è stato meglio cosi. Era giusto chiamare un giovane".

Poi ecco Nicola di Poggibonsi.

"Sei ancora arrabbiato per quello scudetto che ci portò via la Juventus?".

"Sì, e molto. Ti dico di più: quando domenica sera l'Inter ha segnato quel gol con quella carambola, ho goduto un po' anch'io".

"Ciao Gianluca, sono Ivano di Bologna. Voglio dirti che siete meravigliosi, unici. Sono contento che Gazzoni voglia confermare Guidolin, che è un grande allenatore. Ora tu devi convincere Gazzoni a non vendere Cruz e Signori a non smettere di giocare. Poi mi raccomando: anche tu non devi mollare".

"Guarda, Ivano, posso assicurarti che quello di smettere è l'ultimo dei. miei pensieri".

"Sai, mi piacerebbe vederti di nuovo in Nazionale".

"Chissà, potresti anche essere accontentato, se arrivasse Vialli. Sto scherzando!".

"A proposito di Vialli, lo vedresti bene sulla panchina della Nazionale?".

"Si, perché lui è uno che sa muoversi, è una persona intelligente che parla con tutti. Poi è bravo sul piano tecnico e tattico. É vero che ha lavorato fin qua in Inghilterra come tecnico, ma ritengo che farebbe bene anche da noi".

Poco più avanti Pagliuca ribadirà questi concetti a Daniele di Borgo a Buggiano, in provincia di Pistoia. La telefonata di Andrea di Sassuolo è tutta un programma.

"Gianluca, ci manchi troppo all'Inter, sei un grande".

"Di cosa vi lamentate, avete già un grande portiere, voi avete Toldo".

"Certo, Toldo è bravo, ma tu sei unico, inimitabile".

Poi sentiamo Roberto Mantovani di Bologna.

"Sono un tuo tifoso da quando eri un cinnazzo a Casteldebole. Voglio far diventare mio figlio un portiere, ma tutte le volte che piglia gol, si incazza".

Pagliuca la butta sul ridere.

"E tu allora fallo diventare un centravanti. A parte gli scherzi, dovrà abituarsi a prendere gol se vuole giocare in porta. Con tutti quelli che ho preso io, se mi fossi fatto il sangue cattivo, ora sarei come minimo al manicomio".

Sono le 11 e 20 quando chiama Luisa di San Donato.

"Tanti complimenti, sei unico, ti seguo da quando giocavi nella Sampdoria. Sono nonna di due nipotini, ma come te non c'è nessuno. Ti è arrivata la lettera di Piero Angela che insegna la tecnica per parare i rigori? Ti aspetto al bar, la troverai due belle ragazze pronte ad offrirti da bere".

"No, non mi è arrivato niente. Comunque ti ringrazio per i complimenti".

Cerca un po' di conforto Giacinto Aragone di Serravalle Scrivia (sullo stesso argomento chiamano anche Danilo Torti di Viareggio, Marco Giovannini di Prato e Rosanna Fanciullacci di Ancona).

"Sono un tifoso del Bologna da una vita e ho fatto festa quando abbiamo vinto lo scudetto nel '64. Ti chiedo: è giusto che il Bologna venda sempre i giocatori più forti?".

"Ascoltami, Giacinto: questo è il sacrificio che devono fare le squadre come il Bologna per andare avanti senza problemi. Poi il Bologna è una società seria, con la testa sulle spalle e stai sicuro che saprà restare sempre a buoni livelli. Anche perché lo zoccolo duro rimarrà sempre".

Siamo a Claudio di Bologna, che pone la stessa domanda di Andrea di Sasso Marconi e Patrizio Biagini di Imperia. Eccola: "Perché non funziona il tuo sito ufficiale?".

"Facile: perché dobbiamo ancora aprirlo".

É la volta di Giuliano di Porretta.

"Gianluca, mi dici per favore qual è il pregio più grande di Guidolin?".

"Te lo dica Subito: riesce sempre a 'motivare' al massimo la squadra, poi non molla mai ed è molto bravo sia sul piano tecnico che tattico".

"Sono Maurizio Solferini di Sassuolo, dove arriveremo quest'anno?".

"Speriamo di fare bene come l'anno passato".

"Dai, dimmi che si può anche vincere lo scudetto".

"Io posso anche dirtelo, non faccio alcuna fatica, ma poi lo scudetto non lo vinceremo".

Pagliuca risponde poi a una domanda di Fabrizio di Reggio Emilia su Cruz.

"É davvero così forte il Jardinero?".

Non ha dubbi il portiere del Bologna.

"Non è forte, è fortissimo. In questi ultimi mesi Julio è migliorato tanto".

"Io non lo cambierei con nessun altro attaccante, e tu?".

"Nemmeno io, noi ci teniamo Julio".

Si chiude con due signore. La prima è Sara Sanmarchi di Calderara.

"Sei un grande portiere, stai sempre a Bologna".

"Sara, stai tranquilla, resto qua tutta la vita".

Poi la seconda, Antonietta Casanova di Bologna.

"Sono una casalinga: nessuno vi fa mai i complimenti, ve li faccio io con il cuore. Mio figlio è nato il giorno dell'ultimo scudetto. Ebbene, se la gente tornerà ad amarvi come prima, lo scudetto lo rivinceremo".

Hanno chiamato Pagliuca per fargli i complimenti anche Franco Cavalli di Bologna, Nicoletta di Bologna, Luciano Scenna di Ortona, Giovanni Arcali di Verona, Assunta di Cento, Romano di Pistoia, Emanuele di Porretta e Francesco Marchesini di San Giovanni in Persiceto.

(c) di Claudio Beneforti
Stadio.

 

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