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Pagliuca e Ballota show : "L'Emilia e' in buone mani".


Gianluca Pagliuca e Marco Ballotta, due amici da una vita e da una vita vicini di casa. Presto si ritroveranno da avversari, difendendo il primo la porta del Bologna e il secondo quella del Modena, ma per loro sarà un derby dolce, senza rivalità, assolutamente senza veleni. Pagliuca e Ballotta sono venuti a trovarci nella nostra redazione di Bologna. Al Forum hanno partecipato il nostro vicedirettore e responsabile dell'Area Nord Vittorio Piccioli e i nostri opinionisti, Adalberto Bortolotti e Gianfranco Civolani. E' venuta fuori una chiacchierata strapiena di contenuti e condita anche di tanti sorrisi.Cominciamo.

Alla vostra età, in genere, comincia il declino. Come fate a non invecchiare, a restare sempre sulla cresta dell'onda, quali sono i segreti della vostra eterna gioventù?
Ballotta:«Bisogna lavorare soprattutto sulla qualità, non serve fare tante cose, bisogna fare le cose giuste, quelle che ti consentono di migliorarti, di crescere ancora. Perchè, badate bene, nella vita non si finisce mai di apprendere, di imparare e di conseguenza di migliorare. Di quantità ne abbiamo fatta tanta in tutti questi anni, sotto questo profilo possiamo quasi vivere di rendita, anche se posso assicurarvi che continuo a farmi un mazzo così tutti i giorni».
Pagliuca: «Marco, parli veramente bene, sposo in pieno tutto quello che hai detto. Ti ricordi quanto ci ha fatto lavorare Battara? Tutti i giorni era un calvario, tornavamo a casa sempre con le ossa a pezzi. Comunque, non sbagliatevi: non è che adesso facciamo poco, mica andiamo al campo per prendere un po' di aria».
Ballotta: «L'importante ora è lavorare sulla lucidità, cercare di mantenerla sempre ai massimi livelli. Scusatemi: perchè vi sorprende il fatto che siamo ancora qua? In Inghilterra i portieri arrivano a 40, 42 anni e nessuno dice niente».
Pagliuca: «Io sono stato anche fortunato non avendo mai rimediato infortuni seri in carriera. Ho quasi sempre fatto 34 partite su 34 e questo non è un particolare di poco conto».
Ballotta: «Dite che sono vecchio, ma ho ancora tanta voglia di dimostrare, di stupire, di far vedere a tutti di meritare ancora la serie A. Insomma, dentro ho lo spirito del debuttante».

Nel corso degli anni il vostro ruolo è quello che ha cambiato maggiormente i connotati: quanti problemi avete dovuto superare per restare al passo con i tempi?
Pagliuca: «E' vero, ricordo Zoff in quella famosa partita Italia-Brasile del mondiale di Spagna: pigliava il pallone, lo buttava per terra, lo ripigliava, lo ributtava per terra. E così passavano i minuti. Ora non è più possibile, ora è più dura per i portieri».
Ballotta: «Per noi è cambiato qualcosa, certo, ma non la vita. Si sono trovati più in difficoltà ai loro tempi Tacconi e Zenga. Per noi non è stato così difficile digerire certe innovazioni e farle nostre. Caso mai, Pagliuca ha ragione quando dice che tutto è diventato più complicato per altri motivi: perchè di fronte a certe situazioni, vedi quella di un nostro presunto atterramento in area ai danni di un attaccante, spesso finisci per essere colpevolizzato due volte. E cioè becchi il rigore contro e anche l'espulsione».
Pagliuca: «Meno male che gli arbitri ora tendono a darti solo un'ammonizione, da un po'di tempo almeno un po' di giustizia è fatta. Anche se i portieri spesso e volentieri continuano a non essere tutelati a sufficienza».

Più di una volta vi siete lamentati per il pallone: spiegatevi meglio.
Pagliuca:«Dovrebbe essere usato solo un pallone, dovrebbe esserci solo un tipo di pallone nel nostro campionato. Invece il Perugia ne ha uno, la Roma un altro, l'Inter un altro ancora. E posso assicurarvi che qualcuno vola, qualcun altro diventa un'autentica saponetta».
Ballotta: «Grande Gianluca, è assurdo che ogni squadra usi quasi un pallone differente. In Spagna e in Inghilterra non è così, in quei Paesi c'è lo stesso pallone per tutti».

Con il passare degli anni gli attaccanti e i centrocampisti hanno imparato a disegnare traiettorie sempre più complicate per voi: quando riuscirete a trovare l'antidoto giusto?
Ballotta: «Bella domanda. Anche per questo motivo è sempre più difficile fare il portiere. Su quei palloni fai fatica a uscire, basta che un giocatore avversario lo spizzichi e per noi sono dolori».
Pagliuca: «Prima era facile: i traversoni arrivavano da lontano, erano palombelle sulle quali potevi andare sicuro. Adesso i cross sono tagliati, veloci, sui quali spesso non è consigliabile uscire. C'è solo una cosa da fare: restare sempre concentrati per tentare di limitare i danni».

Il vostro ricordo più bello e quello più brutto?
Ballotta: «In un Parma-Sampdoria feci fare gol ad Asprilla con un rinvio. C'eri tu in porta della Samp, vero, Gianluca? Fu un assist meraviglioso, quello. La nota negativa è relativa alla tremenda notte dl Valencia con la Lazio. Non voglio neanche dire quanti gol beccai, di sicuro quell'amarezza me la porto ancora addosso. Poi, vi confesso, che rimasi molto male quando andai via da Parma, anche se più tardi ho saputo ricostruirmi il futuro».
Pagliuca: «Campassi mille anni, mai e poi mai dimenticherci lo scudetto conquistato con la Sampdoria: fino a quel momento, in pratica, non avevo vinto niente. E'legato alla Samp anche il mio ricordo più brutto. Mi riferisco alla sconfitta con il Barcellona a Wembley nella finale di Coppa Campioni: fece gol Koeman su punizione, ma quella partita fu maledetta, avremmo meritato di vincerla noi. E di gran lunga».

Siete cresciuti insieme, ma avete avuto una carriera diversa: questione di bravura o di fortuna?
Paglluca: «Riconosco di essere stato anche fortunato. Alla Samp conquistai il posto dopo una brutta domenica vissuta da Bistazzoni e da quel giorno è cominciata la mia vita. Poi, se fossi andato all'Inter prima, quando Zenga era più giovane, non avrei potuto fare quello che ho fatto».
Ballotta: «Pagliuca ha avuto la fortuna di partire dalla serie A, poi ha dimostrato tutta la sua bravura. Vi svelo un retroscena: alla Sampdoria dovevo andare io, poi invece andò lui. Ma sia chiara una cosa: sono ugualmente contento di quello che ho fatto. E' vero che la mia vita è cominciata e finita due o tre volte, ma è altrettanto vero che dopo un'annata balorda e non solo per colpa mia, sono sempre rinato».

Pagliuca e Ballotta, due sicurezze che non rischiano il posto.
Paglluca: «Mai sentirsi sicuri, quando uno entra in questo ordine di idee vuol dire che il passato non gli ha insegnato niente».
Ballotta:«Ogni domenica è un esame, tutti i giorni devi sentirti sotto esame. E tutti i giorni devi fare qualcosa per migliorarti: è questa la strada giusta per andare avanti e non invecchiare mai. La verità è una sola: se vuoi restare a galla, devi sempre avere la testa e le palle».

Come reagite a una eventuale papera?
Ballotta: «Uno sbaglia di grosso se poi vuole dimostrare di essere bravo, che quell'errore è arrivato solo per caso. Nel limite del possibile bisogna continuare a essere se stessi, facendo finta di niente».
Pagliuca: «La cosa brutta è commettere uno sbaglio nei primi minuti; perchè l'errore spesso finisci per portartelo dietro per tutta la partita. Credetemi, se proprio uno deve fare una papera, meglio farla verso la fine. Comunque, in tutti i casi bisogna essere forti e farsi scivolare addosso la puttanata».

Che campionato potrà fare il Modena?
Ballotta: «Nel caso in cui ci sentissimo giocatori di serie A, sarebbero guai seri. Perchè dobbiamo ancora dimostrare di esserlo. Se ci caleremo nella giusta realtà e avremo i concetti giusti nella testa, invece, potremo dare fastidio a qualcuno. Ecco, l'importante sarà continuare a giocare bene, perchè se noi subiamo, diventerà terribile».
Pagliuca: «Anche il Bologna, e non solo il Modena, dovrà lottare per la salvezza. II nostro primo obiettivo sarà quello, come lo era nell'anno passato. Poi, quando avremo fatto quei benedetti 40 punti, potremo cominciare a pensare più in grande. Ma solo allora, non prima».

Le 4 grandi, poi Lazio e Parma, poi ancora ci sarà tanta bagarre: secondo voi il Bologna potrà ripetere la stagione passata?
Pagliuca:«Non sarà facile arrivare di nuovo a quota 52, l'importante è che la squadra mantenga gli stessi principi e lo stesso spirito di quella dello scorso camplonato. Ascoltatemi bene: per fare 47 punti, faccio una firma lunga da qua a San Lazzaro».
Ballotta: «Non lo so, anche se sarà dura. Comunque, di questi tempi nell'estate passata mai avrei creduto che il Bologna potesse arrivare a tanto. E allora preferisco non sbilanciarmi».
Pagliuca: «E' incredibile quello che ci è successo a maggio. Il Brescia, e soprattutto l'lnter, ci hanno ammazzati».

L'entusiasmo potrebbe essere un'arma importante per il Modena?
Ballotta: «E' importante, ma non determinante, serviranno anche altri valori. Guardate, ho una convinzione: se ridiamo quello che abbiamo dato nel campionato scorso in serie B, ci salviamo di sicuro».

Il Bologna non ha creduto in Ballotta e ha creduto in Pagliuca solo da portiere esperto: vi siete mai chiesti il perchè?
Ballotta:«Mi ha fregato il cambio di società. Poi vi ricordo che con Santin andavo alla grande e il mio addio arrivò con l'avvento di Pace».
Pagliuca: «Non dovete chiederlo a me, ma a quei dirigenti. Evidentemente preferirono fare un po' di baiocchi con il sottoscritto».
Ballotta: «Gianluca, ricordi quando ti riportavo a casa la sera dopo l'allenamento, visto che io avevo già la patente?».
Pagliuca: «Eccome se lo ricordo. Io ero il titolare degli allievi e spesso ti facevo da dodicesimo nella Primavera. Bei tempi, quelli, vero?».
Ballotta: «Vero, ma non possiamo lamentarci neanche ora».

Secondo voi chi è il miglior portiere italiano?
Pagliuca: «Buffon e Toldo sono entrambi bravi, è dura fare una scelta. Ecco, se proprio devo dirne uno, preferisco Toldo per la continuità».
Ballotta: «Se sta bene fisicamente, il numero uno è ancora Peruzzi. Angelo è un fenomeno. Comunque, tra Toldo e Buffon scelgo Buffon».
Pagliuca: «Comunque, attenti a questo Dida, mi sembra migliorato tanto in questi ultimi tempi».

Chi vincerà il campionato per voi?
Ballotta: «Vedo bene il Milan, anche se con tutte queste mezze punte non rispecchia il modo di pensare di Ancelotti. Con le mezze punte, Carletto non è in buona sintonia».
Pagliuca: «Dico Inter, ritenendola la squadra più completa, quella che si è rafforzata maggiormente in questo mercato. Non c'è più Ronaldo, certo, ma ora tutte le attenzioni saranno per Vieri e a lui non farà certo dispiacere. L'anno scorso l'lnter ci ha giocato un brutto scherzo, ma io voglio darle ancora fiducia».

Ballotta, qual è il giocatore del Bologna che le piace di più?
«Al di là di Signori, dico Locatelli. E' bravissimo, ha grandi numeri, estro e fantasia».

Pagliuca, c'è un giocatore del Modena che la spaventa più degli altri?
«Taldo è un bell'animale, sarà un attaccante scomodo per tanti difensori anche di serie A».

De Biasi ha detto l'altro giorno che quando non c'è Milanetto, i rigori dovrà calciarli lei.
Ballotta: «Devono e possono tirarli tutti, tranne Fabbrini. Spero che in campo ci sia sempre Milanetto, ma in caso contrario sarò pronto. Avrei dovuto tirarlo anche a Reggio Calabria nel campionato passato, ricordate?».
Pagliuca: «Sarebbe bello che tu ne calciassi uno contro di me, vorrei proprio divertirmi».
Ballotta: «Caro mio, ti divertiresti poco".

E lei Pagliuca si sentirebbe pronto a tirare un rigore?
«Certo, perche dovrei avere paura? Avete visto come calcio di sinistro? lo il pallone lo metto dove voglio. L'ho già calciato in passato, ma non chiedetemi quando e contro chi, ricordo solo che era un'amichevole".

Signori li batte bene i rigori, vero Ballotta?
«Prendendo pochissima rincorsa, non ti dà il tempo di muoverti. Poi con quel piedino sinistro lui davvero mette la palla dove vuole".
Pagliuca: «Lascia pure che faccia gol. Delle reti di Beppe noi abbiamo grande bisogno».

Qua in redazione è arrivato prima Ballotta. Secondo lei, Pagliuca, il Modena arriverà prima del Bologna anche in classifica?
Pagliuca: «Mi sono fermato a fare gasolio».
Risata di tutti. Compreso Ballotta. Che, anche se bolognese di Casalecchio, per questo ordine sarebbe pronto a fare più di un pieno al suo amico e vicino di casa Pagliuca.

 

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