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BOLOGNA- Pagliuca, ha letto quello che ha detto Gianni Morandi sulla vostra Bologna?
«Sì, e la penso come lui. Anch'io non mi sarei mai aspettato tanto entusiasmo e tanta gente
allo stadio. E' stato stimolante giocare davanti a 14,000 tifosi, molti di loro hanno preferito
il Bologna al mare e ciò deve farci riflettere».
Bene, qual è la sua prima riflessione?
«Quella che Bologna ha dimenticato la domenica maledetta di Brescia e ha capito la grande
delusione che abbiamo provato!".
Non le fa pensare proprio altro quel Dall'Ara tanto caldo nei confronti del Bologna?
«Sì, che Bologna ha tanta fame di calcio e che vuole costruire accanto a noi e con noi
un'altra stagione da ricordare».
Bella cosa in un momento in cui il pallone è sempre più sgonfio e pieno di conti in rosso,
non trova?
"Bologna diventa un'isola felice se sai regalarle impegno, sacrifici e sudore. Quando
questa città, la mia città, si accorge che cerchi e vuoi darle tante gioie, sa starti
vicino, non ti abbandona mai, neanche dopo un'amarezza come quella del finale del
campionato passato».
E' come se il mondo si fosse capovolto: dalla contestazione forte dell'estate scorsa
siamo passati al grande abbraccio di sabato.
«Ciò è la conferma di quanto dicevo prima, Bologna sa capire quando fai fino in fondo
il tuo dovere o quando, invece, finisci per perderti per strada. Inutile nascondere
che non tutto filò per il verso giusto due stagioni fa».
Bologna è ancora tutta con voi, questo è sicuro, ma ora questo affetto dovrete
continuare a coltivarlo, ad alimentarlo.
«Vero, e fin da sabato (domani, ndr) in Bielorussia. Dove ci aspetta un impegno
più complicato di quanto uno potrebbe credere dopo il 2-0 dell'andata. Guai se
ritenessimo di essere in porto e pensassimo già al Kaiserlautern o al Teplice.
Chi si illude di essersi già qualificato è fuori strada. E' vero che abbiamo
un bel vantaggio, ma è anche vero che se la beccheremo subito un gol, loro
prenderanno entusiasmo e coraggio e noi ce la faremo sotto».
L!impressione è che dipenda solo da voi, o quanto meno soprattutto da voi.
"Dobbiamo andare a Borisov con un chiodo fisso nella testa: segnare un gol.
E almeno un gol dobbiamo segnarlo a tutti i costi. Credetemi, sarebbe sbagliato
badare solo a difenderci».
Della serie: servirà lo stesso spirito dell'andata.
«E' questo il segreto. E anche su questo fronte Gianni Morandi ha ragione;
se hai lo spirito giusto puoi scalare anche le montagne più alte, se sei sazio
ti inchiodi appena la strada comincia a salire».
Guidolin dice che questo periodo non è l'inizio della nuova stagione ma la
prosecuzione di quella vecchia.
«In pratica, è come se giocassimo i supplementari dell'annata scorsa.
L'Intertoto ci dà la possibilità di riprenderci quello che un paio di mesi
fa abbiamo lasciato a Brescia e cascasse il mondo non dobbiamo farcelo
sfuggire di nuovo».
Anche perchè il Bologna se l'era meritata l'Uefa.
«Se ci entreremo, sarà fatta giustizia. Perchè non esiste mettere insieme 52 punti in classifica e non
poter girare nell'Europa che conta».
Ora può dirlo: il giorno prima di Brescia, il Bologna se la sentiva in cassaforte almeno l'Uefa.
«Non dico al 100%, ma quasi. Vai a pensare che l'Inter perdesse lo scudetto a Roma contro quella Lazio
che solo la settimana prima noi avevamo strabattuto».
Non può essere solo stata colpa dell'Inter se il Bologna non ha agguantato l'Uefa.
«No, è stata anche colpa nostra. Ecco, diciamo che noi stavamo per cadere e che l'Inter ci ha
dato l'ultima spinta».
Cosa può dare ancora Pagliuca al Bologna?
«Tanto, tantissimo. Perchè sono ancora affamato, perchè non mi sento assolutamente vecchio.
Ho voglia di stupire io, ha voglia di stupire Beppe (Signori, ndr), qua tutti abbiamo voglia di
stupire. E' il mio credo, è il nostro credo. Nella vita non si vive di ricordi, bisogna nutrirsi
sempre di presente e pensare anche al futuro. Chi pensa di poter vivere di rendita per quello
che ha fatto in passato, non ha capito niente».
Le piace ancora questo calcio?
«Continua a farmi impazzire, a regalarmi sensazioni uniche, meravigliose. Poi è chiaro che non è
più quello dei miei tempi alla Sampdoria o all'Inter. La verità è che a questo
ridimensionamento avremmo dovuto arrivarci prima, non solo ora che il pallone sta scoppiando».
Ha un suo pensiero su Milan e Inter che si scambiano giocatori?
«Non è bello. Posso assicurarvi che dopo aver giocato nell'Inter, io non sarei mai andato al Milan».
Chi è il Rivaldo del Bologna ?
«Potrebbe essere Beppe, quando è al 100%».
Qual è la squadra di serie A che più la convince?
"Mi dispiace quasi dirlo da bolognese, è il Modena. Ha i mezzi per diventare il il nuovo Chievo».
Traduzione: il suo amico Ballotta arriverà prima di lei in classifica?
«Questa è solo una vostra deduzione. Pensatela come volete, mio in questo Bologna ho tanta fiducia» .
da Claudio Beneforti Stadio. |