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DIMARO - Parla di tutto perché ha parato di tutto. Anche l'età:
«Ho ancora un sogno,
forse nemmeno irrealizzabile: mi piacerebbe giocare fino a quarant'anni. Così a occhio,
secondo me, ce la potrò fare».
Gianluca Pagliuca, classe 66 al diciassettesimo
ritiro in serie A, parte da se stesso per circumnavigare il calcio odierno. E' stato un
po' lui il paradigma e lo starter di un mondo che deve ridurre costi e pretese,
calmierare e soprattutto calmarsi:
«Lo scorso anno credo di aver fatto il mio
miglior campionato a Bologna -dice - la società mi ha gratificato con un biennale e non
ho avuto alcun problema a ridurmi l'ingaggio, sia perché ho la stessa carica di un
tempo e volevo restare nella mia città e sia perché così deve andare il nuovo calcio.
Io ho aperto una strada, anche Paramatti mi ha seguito. Se si continua a sperperare
scoppia tutto, la gente stessa ha capito che il ridimensionamento è cosa doverosa.
Per dire: fino a pochi anni fa l'Inter avrebbe preso Nesta in un secondo, oggi no,
qualcosa sta cambiando. Credo che proprio l'affare-Nesta sarà l'ultimo di un'era che
non vedremo più».
Essenzialità e passione: sembra di rivederlo ragazzino ma con la coscienza d'adulto.
«Lo zoccolo duro è sempre importante in una squadra; prendete la Juventus dello scorso anno,
ha vinto l'ultimo scudetto anche perché ha potuto contare su Ferrara e Conte. Penso quindi
al Milan e alle scelte fatte con Costacurta, Rossi e Albertini. Una scelta a rischio,
considerando oltretutto che uno come Demetrio ha ancora trent'anni. Magari sarà giusto così,
però potrebbe rivelarsi un'iniziativa pericolosa».
Un tuffo nell'azzurro italiano
("Toldo? Do ragione al Trap, avrebbe fatto uno sgarbo
a Buffon"),
un rapido volo sulla novità chiamata Cristiana Cini
(«Se è brava, se
altre saranno brave, ben vengano le guardalinee donna»)
poi eccolo al
tema-Bologna, che da domani salirà a Sestola per la seconda parte del ritiro.
«Credo che questa sia la squadra giusta per affrontare l'Intertoto, poi sono convinto
che la società saprà intervenire nel momento in cui dovesse essercene bisogno».
Il Bologna che rischia di lasciar partire un talento vero, Meghni, apre per Pagliuca una serie
di considerazioni:
«Mourad ha qualità, ma un conto è vederlo nelle amichevoli e un
altro in partite vere. Comunque è bravo, su questo non c'è dubbio. Signori? Secondo me, se
sta bene, potrebbe anche superarli i quindici gol che ha posto come spartiacque per le
scelte future. Locatelli potrà essere il vice di Totti in Nazionale se riuscirà a ripetersi
sui livelli di due anni fa. Per quanto mi riguarda vorrò una stagione senza gravi errori
come quella passata».
Dipenderà anche da chi gli starà davanti.
«Si vanno a cercare tanti stranieri, ma io credo che il Bologna abbia uno dei difensori
più forti del campionato: se dovessi consigliare un giocatore a qualche grande squadra
direi Marcello Castellini».
Gianluca, di solito, non sbaglia:
«L'ultima volta che a Bologna mi chiesero un
parere su un giocatore fu per Fresi: possono bastare gli otto gol che ha fatto lo scorso
anno?».
Parate e pareri: Pagliuca c'è.
da Matteo Dalla Vite Gazzetta dello Sport
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