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PAGLIUCA PENSA A DOMENICA: "DICIAMO FORZA INTER"


BOLOGNA - In settimana è diventato papà. Ieri ha messo i guantoni sull'Europa. Domenica può giocarsi addirittura un posto in Champions League. Vuoi vedere che in ossequio alla famosa regola secondo cui l'appetito vien mangiando a Pagliuca viene una mezza voglia di raccogliere l'eventuale invito del Trap a fare da chioccia a Buffon e Toldo ai Mondiali ? Guascone come sempre:
«Ma lasa ster»,
dice in dialetto. Tradotto: non ci penso nemmeno.
«Appena finisce la stagione mi faccio due mesi di vacanza...»

annuncia il portierone di Casalecchio. Per inciso, la vacanza sarebbe pure meritata. Ma vacanza, per il momento, è una parola vietata in casa Bologna. I tre punti di ieri rilanciano prepotentemente le ambizioni di Europa di una squadra che ha confezionato l'ennesimo capolavoro, umiliando sul campo i presunti extraterrestri della Lazio.

«Era troppo importante vincere -dice Pagliuca- e ci siamo riusciti. Quando Pecchia ha segnato sono corso in mezzo al campo a fare festa, perché in quel momento la Lazio stava attaccando con la forza della disperazione e noi stavamo soffrendo. Se la Lazio avesse segnato, la partita sarebbe finita. E invece quel gol è arrivato per tutti come una liberazione».

Quanto sia pesante, Pagliuca lo spiega ricorrendo ai numeri:

«E' un gol che al novanta per cento vuol dire Coppa Uefa e al cinquanta Champions League».

Pagliuca ha già letto ovviamente la classifica quando ragiona sui pronostici degli ultimi 90 minuti:

«Il piazzamento del Bologna, oltre che dal nostro risultato a Brescia, dipende molto dal risultato di Lazio-Inter. Se io fossi un giocatore della Lazio domenica ce la metterei tutta per vincere. Ma di fronte c'è un'Inter che può vincere lo scudetto. E da ex-interista e simpatizzante nerazzurro, io spero che lo vinca. Così, battendo la Lazio, fa un favore anche a noi. Per il resto, il Milan col Lecce prenderà i tre punti e quindi se vogliamo andare allo spareggio per la Champions noi dobbiamo vincere a Brescia. Sarà dura, lo so, anche perché il Brescia non è la Lazio...».

Sembra un atto d'accusa involontario contro la squadra di Zaccheroni, ma non è che un'osservazione tattica.

«La Lazio è una grande squadra -dice Pagliuca- ma ha caratteristiche di gioco che possono esaltare le nostre. Specie se il Bologna va in campo con lo spirito di affrontare una vera finale, come ha fatto oggi».

Strabiliante la guarigione di una squadra che solo otto giorni fa a Perugia sembrava un'accozzaglia di fantasmi.

«Il recupero è stato sia atletico che psicologico -ammette Pagliuca- Soprattutto con la testa siamo tornati quelli di un mese fa». Poi aggiunge: «Con questi tre punti abbiamo recuperato il terreno perduto nell'ultimo mese. Ma confesso che se oggi non avessimo vinto mi sarebbe bruciato parecchio. Sì, mi sarebbero girate molto le scatole per le quattro partite in cui abbiamo raccolto un solo punto».

E invece il mondo di Pagliuca è tornato a colorarsi di rosa. Pardon: di azzurro, perche azzurro è il fiocco di casa Pagliuca.

«Ora vado a casa -dice alludendo al pargolo che lo aspetta- anche Mattia sarà felice».

L 'ultima riflessione è sull'ammonizione che gli farà scattare la diffida:

«Me la sono meritata. Anche perché a un certo punto, quando la Lazio attaccava e c'erano le rimesse dal fondo, nascondevo i palloni ai raccattapalle...».

Europa, che cosa non si fa per te.

 

da Massimo Vitali
Resto del Carlino

 

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