|
DIMARO - É il suo ritiro numero 17, il primo lo fece una vita fa.
«Ma non mi sento assolutamente vecchio, se ho appena firmato un contratto biennale è
perché ho ancora voglia di fare sacrifici e addosso l'entusiasmo di un ragazzino».
Gianluca Pagliuca guarda lontano e non scorge il capolinea della sua carriera.
«Chissà, potrei andare ancora avanti dopo il 2004. Poi in fondo Seaman ha qualche anno più di me e fino a pochi giorni fa giocava un mondiale. Ho ancora tanta voglia di stupire».
Sorride, è di buon umore, mentre Pansera, il portiere che il Bologna rilevato dall'Albinoleffe, lo guarda con ammirazione.
«Mi segue, mi ascolta, mi fa sentire importante. Mi piace e poi è dell'Inter, e ciò significa che è partito con il piede giusto».
Qual è il pensiero di Pagliuca sul nuovo Bologna? Eccolo:
«Sulla carta chi è andato via, è stato degnamente sostituito. Poi spero molto nella maturazione del Gambero (Gamberini, ndr) e Zaccardo. Il nostro obiettivo primario dovrà essere quello di agguantare la salvezza prima possibile. Lo so, potrà sembrarvi riduttivo dopo i 52 punti di questo campionato, ma ricordo bene la prima retrocessione del Bologna. C'erano grandi progetti, grandi campioni, arrivò anche Neumann e poi retrocesse in serie B. Partiamo tranquilli e a fari spenti, è meglio, la voce dovremo alzarla in campo».
Passa Paramatti nelle sue vicinanze e Pagliuca gli regala una frase che sa tanto di coccola.
«Mi dà fiducia, sono contento che Michele sia tornato, lo vedo come il sostituto ideale di Fresi».
Poi il portierone rossoblù ha una dedica per Signori e Cipriani.
«Spero che Beppe stia bene fisicamente
perché quando non ha problemi è una cosa sola con il gol. A me basterebbe che ne segnasse 15 e li farà di sicuro, se la salute lo accompagnerà. E faccio un grosso in bocca al lupo a Cipriani, primo
perché se lo merita, secondo perché il suo recupero sarebbe estremamente importante per il Bologna».
Fin qua ha alle spalle 463 partite di campionato, ora Pagliuca punta dritto al traguardo delle 500.
«Ce la farò, vedrete che ce la farò. Mi domandate se potrei arrivare addirittura alle 600? Non sarà facile, ma mi conoscete, sapete che sono uno che non molla mai».
Ha un pensiero dolce per Ballotta, un altro pioniere della
porta.
«Più invecchiamo e più garanzie offriamo».
Poi fa sapere che tiferà per il Brasile domenica.
«Vorrei tanto che Ronaldo diventasse campione del mondo dopo le mille sofferenze che ha passato».
da Claudio Beneforti Stadio.
|