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BOLOGNA, 18 aprile 2002 - Tra passato e presente, tra sogni
e paure, tra realtà e
utopia. Gianluca Pagliuca, 35 anni, dopo avere sottoscritto
il nuovo contratto col
Bologna ancora per due stagioni analizza il suo momento e quello
del Bologna. Si
rende conto che qualcosa è mutato negli ultimi tempi
e che l'immediato futuro del
Bologna non è proprio agevole:
"La Champions League
è ancora possibile. E' vero
che il Chievo ci ha sorpassati ed è vero che il Milan
e la Lazio rappresentano delle
autentiche forse minacciose. Ma, nonostante la malaugurata e
inattesa sconfitta col
Piacenza, non tutto è perduto. Certo, ci vuole subito
un exploit. Possibilmente a
Perugia, dove però troveremo una squadra tosta e in piena
salute dopo il successo
di Venezia".
Pagliuca mette anche il dito sulla piaga su certi arbitraggi
che avrebbero
danneggiato il Bologna. Ma lo fa con misura e cautela, senza
vittimismi di maniera:
"L'arbitro Bertini, quello di Bologna-Piacenza? Lo conosco
bene perché durante
l'estate lo incontro spesso a Milano Marittima, sulla riviera
romagnola, e ci
salutiamo cordialmente. E' una persona corretta, lo so bene.
Ma domenica non era
in buona giornata. Punto e basta. Ora dobbiamo reagire e riprendere
la strada giusta
del gioco e dei risultati. Lasciatemi però dire che,
comunque vada, questo Bologna
non ha tradito le attese della tifoseria. Direi che è
già andato molto al di là delle
pessimistiche previsioni".
Conoscete un giocatore che si
assume le sue
responsabilità e fa pubblica autocritica? Ce ne sono
sicuramente pochi nel nostro
mondo del calcio. Gianluca Pagliuca è uno di questi.
Ammette che negli ultimi tempi ha preso qualche gol di troppo:
"Chiedo scusa ai
tifosi, ma nelle ultime domeniche non ho parato da Pagliuca.
In buona sostanza,
qualche colpa l'ho forse anch'io. Capita, nel calcio e nella
vita. Non si può essere
sempre al massimo del rendimento. L'importante, però,
è rendersene conto e
cercare di ritornare se stesso".
Il problema della difesa,
alla luce delle ultime
prestazioni, è comunque reale: 10 gol subiti nelle ultime
5 partite non sono pochi.
Giulio Falcone, appunto uno della difesa, non ne fa un dramma:
"Non è mancanza
di concentrazione. Noi andiamo sempre in campo sempre tesi e
compatti. Però
talvolta capita di sbagliare, al di là della buona volontà.
Ecco, negli ultimi si sono
fatti errori individuali. Solo così si può spiegare
il cosiddetto trend negativo. Perché
non vi sono state squadre che, dal punto di vista tecnico e
tattico, ci abbiamo
messo nettamente in difficoltà".
di Silvano Stella
Gazzetta dello Sport.
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