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BOLOGNAMANIA, Aprile 2002 - Raccontare in poche righe la carriera
di Gianluca Pagliuca potrebbe apparire impresa ardua, forse
un po' glaciale per la sua numerologia, sicuramente
svilente sotto molti punti di vista, tanto più che racchiudere
in un guscio un iter di successi, emozioni, esperienze e parate
come quelle che gli hanno permesso di diventare per molto tempo
il n° 1 dei n° 1, è praticamente impossibile.
Basti solo ricordare che il Gatto di Casalecchio (un
soprannome che rispecchia alla perfezione i suoi riflessi felini)
nato in un freddo Dicembre a Bologna negli anni dei Beatles
e delle contestazioni, ha disputato in tre stagioni oltre 100
partite con la maglia rossoblu ed a 35 anni è ancora
l'anima e non solo di una squadra che "dentro" è
sempre stata sua e dove, dopo aver vinto e fatto molto altrove,
è voluto tornare per restarci, almeno 'fino a che mi
reggeranno le gambe'
dice lui con ironia.
Il resto sono opinioni, impressioni, curiosità e desideri,
insomma tutti i piccoli tasselli di vita di un grande modello
che ci racconta un po' del suo calcio e delle sue aspirazioni.
Gianluca, oltre 450 partite in serie A, secondo in "classifica"
solo a Paolo Maldini (473): un bel record! Stai per caso pensando
di superare il nonno Vierchowod, tuo compagno d'avventura alla
Samp, che ha avuto la palla tra i piedi fin dopo i quaranta?
La forma fisica non ti manca...
«Beh, chissà magari potrei riuscirci. ..Scherzi
a parte il mio obiettivo primario è quello di supe- rare
le 500 partite in serie A (possibilmente con questa maglia),
quindi conto di continuare a
camminare con i tacchetti sull'erba per almeno altri due anni.
Poi è ovvio, vedrò come muovermi soprattutto in
base al mio rendimento in campo. La voglia di giocare in me
è ancora viva come il primo giorno, per cui vedremo quel
che accadrà! Non mi pongo limiti più di tanto.
..».
Se non sbaglio però, un tuo grande sogno è quello
di fare l'allenatore. l maestri intorno non ti mancano, e sono
anche amici di vecchia data: Vialli con il suo Chelsea britannico,
e Mancini che però sul Pontevecchio ha fallito. Le pressioni
e l'instabilità di questo mondo fanno paura a molti...
e a te?
«Non particolarmente. Certo, allenare in Italia è
molto più difficile che farlo altrove, ed è anche
rischioso, specie se si decide di esordire in serie A subito
dopo aver appeso le scarpette al chiodo come ha fatto Roberto.
Forse questo è un errore che al posto suo non avrei commesso.
Ho ho già seguito un corso per allenare i dilettanti
e credo che partirò proprio da li, allenando i ragazzini
per prender prima confidenza con l'ambiente. Poi...».
Poi probabilmente anche per te arriverà il momento di
sedere su una panchina in prima serie! Immagino che ci sia una
squadra in particolare che ti piacerebbe allenare.
«Non posso che rispondere. ..il Bologna! Sto realizzando
il desiderio di terminare qui la mia carriera, questo è
il mio grande sogno da sempre. Tornare tra questa gente, che
è poi la mia gente, come Mister di una meravigliosa squadra
come quella rossoblu per me sarebbe il massimo e mi sono ripromesso
di provarci in ogni modo».
Per ora starai sicuramente pensando al tuo contratto da calciatore,
che scade a breve:
Giugno non è poi così lontano. E' vero che saresti
pronto a "tagliarti" lo stipendio pur di restare sotto
le Due Torri?
«Ebbene sì! Devo considerare la mia età:
seppur con lo spirito di sempre... non sono più un ragazzino
e quindi all'occorrenza sarei pronto anche a questo piccolo
compromesso. È naturale che la mia permanenza qui dipenda
anche dal ritmo che riuscirò a tenere fino a Maggio,
comunque ci sono tutte le premesse per poter dire. "Sarò
ancora dei vostri"».
E se Vialli ti facesse un'offertina di tutto rispetto come quella
di raggiungerlo in Inghilterra?
«La tentazione sarebbe fortissima, anche perche io non
ho mai giocato all'estero. Però la mia
risposta sarebbe no. E più forte il desiderio di restare
qui».
Giugno, oltre che essere un mese importante per te, è
anche il Mundial month... Una tua opinione sui portieri della
Nazionale ed una previsione sul piazzamento dell'ltalia.
«Se fossi in Trapattoni schiererei Buffon come titolare
preferendolo a Toldo: Gianluigi è sicuramente il più
in forma ed il più preparato. Insomma il migliore! Riguardo
agli azzurri, hanno ottime chance di vincere questo mondiale.
Se lo giocheranno alla pari con le solite formazioni blasonate:
Brasile, Germania, Argentina. ..ma voglio sbilanciarmi: la finale
sarà Italia-Argentina!».
Parliamo per un attimo dei "tuoi" mondiali ('90, '94,
'98, ndr). Quale delle tre Nazionali di cui hai fatto parte
avrebbe meritato più delle altre di vincere il titolo
per tecnica, bravura, rigore organizzativo?
«Indubbiamente Italia '90 credo sia stato il mondiale
che in assoluto avremmo dovuto e potuto conquistare. Eravamo
un gruppo affiatato come ve ne erano davvero pochi».
Tornando al Campionato di serie A, innumerevoli sono i sondaggi
che vedono a fine stagione il
Bologna in lizza con Chievo e Milan per un posto in Champions
League. State volando davvero in alto così come non accadeva
dai tempi di Bulgarelli. Prova a sbilan- ciarti anche qui.
«Qui diventa più difficile sbilanciarmi ma per
una questione di scaramanzia! Effettivamente stiamo facendo
un campionato straordinario. Il traguardo minimo lo abbiamo
raggiunto, ora quello che vogliamo è continuare a stupire
fino alla fine. La Uefa è vicina e poi. ..il resto sarebbe
solo e semplicemente stupendo!».
Nel frattempo continuate a pagarvi la cena a vicenda dopo particolari
vittorie. ..mi racconti questa scommessa che hai inventato proprio
tu?
«In realtà si tratta di questo: ogni qualvolta
riusciamo a vincere contro una squadra in cui qualcuno di noi
ha militato in passato, l'ex di turno in questione offre la
cena a tutta la squadra! Quest'anno è toccato due volte
anche a me, dopo il doppio successo contro I'lnter. E ne sono
stato entusiasta!».
Oltre ad amare il calcio, so che ami molto anche gli animali.
«Sì, in particolare i cani. Possiedo un Husky dolcissimo
e ogni volta che lo guardo negli occhi riesco a leggere tutto
I' affetto e la fedeltà che mi trasmette. E qualcosa
di meraviglioso, che mi fa riflettere ogni giorno di più
su quanto i cani siano davvero i migliori amici dell'uomo».
Molti dicono che siano i soli amici dell'uomo, specie se vengono
paragonati agli "amici"
che girano nel calcio. La fedeltà in questo senso è
anche per te un valore ormai quasi completamente estinto?
«Il calcio è competizione ai massimi livelli e
posso dirlo perche ormai sono in serie A da più di 15
anni. Così come credo che la fedeltà sia qualcosa
di molto raro da trovare nel nostro ambiente. Perlomeno per
me, che ho avuto molte delusioni per mano di persone che ritenevo
davvero amiche. E' a questo che si deve la mia timidezza e la
mia riservatezza: ora, a differenza di vari anni fa, ci penso
due volte e forse anche più prima di affidare la mia
amicizia a qualcuno. Perche voglio che sia una persona che la
meriti davvero».
Così come Pagliuca merita tutta la nostra ammirazione
per essere, oltre che un campione, una persona di grande sensibilità.
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(c) Bologna F.C.
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