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Pagliuca, un pensierino all'Uefa.
BOLOGNA, 10 gennaio 2002.

E' vero che i portieri non hanno età. E' vero che i portieri sono spesso la pietra sulla quale viene costruita la squadra. E' comunque vero che Gianluca Pagliuca non conosce il viale del tramonto. A 35 anni suonati ha una salute di ferro e un fisico integro. Non salta mai una gara e molto spesso è decisivo per il risultato positivo della sua squadra. Come domenica contro il Brescia, quando nel finale ha deviato quel colpo di testa di Caracciolo evitando il pareggio. Dove sta il segreto di una così lunga carriera e dunque del successo d'un giocatore? Ci sono diversi modi di rispondere a questa domanda. Secondo Pagliuca, comunque, la base principale ed essenziale è l'entusiasmo, la voglia di allenarsi e di sacrificarsi, insomma di dimostrare che sei ancora in grado di stupire:
"Il giorno in cui mi accorgerò di non essere più il Pagliuca di sempre, sarò io a dire basta col calcio giocato. Ma questo giorno non lo vedo ancora all'orizzonte. Vorrei giocare ancora per due o tre anni per raggiungere il traguardo delle 500 partite in serie A. Naturalmente a Bologna e nel Bologna. Ho avuto offerte dall'estero. Però non ho più voglia di fare la valigia e cominciare una nuova esperienza professionale. Anche perché nel prossimo aprile diventerò padre per la prima volta e voglio godermi il mio erede in qualsiasi dimensione casalinga. E' vero che al termine della stagione scade il contratto, ma credo che non sarà difficile trovare un accordo con gli attuali dirigenti".
Come gli altri compagni di squadra, Pagliuca non avrebbe scommesso all'inizio della stagione sui 27 punti e sul sesto posto in classifica al termine del girone d'andata. Ma si sa che il calcio non è una scienza esatta e i risultati migliori possono maturare anche in un clima inizialmente ostico:
"Ricordo bene i giorni della contestazione e delle severe critiche nei riguardi del Bologna. Ma forse proprio le difficoltà ambientali e gli infortuni a catena di alcuni dei migliori giocatori ci hanno dato lo spirito per diventare un vero gruppo e la forza per conseguire risultati di tutto riguardo. Sono un bel bottino 27 punti. Se ne dovessimo fare altri 27 nel girone di ritorno la coppa Uefa sarebbe assicurata. Non bisogna fermarsi, naturalmente. Bisogna mantenere l'attuale concentrazione e continuare a fare punti. Credo che vi siano tutti i presupposti positivi per farlo. Anche perché nel prossimo futuro ricupereremo giocatori come Signori e Locatelli e saremo certamente più competitivi".

 

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