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Cronache dal mondiale: Pagliuca rivive per noi le sue esperienze ai mondiali.

Forza Rossoblu, 11/2001

-Siamo col mondiale alle porte, e quasi senza saperlo la squadra rossoblu' si trova ad annoverare tra le proprie fila due campioni che nel 1994 hanno sfiorato il massimo titolo calcistico: Pagliuca e Signori, tra i protagonisti di quell'esaltante spedizione, ai quali solo l'errore di Baggio impedi' loro di fregiarsi del titolo di campioni del mondo. Il nostro portierone ha colto dai suoi ricordi le emozioni di quell'evento, e ci ha raccontato il suo pronostico sulla nazionale. Presente a ben tre mondiali, Pagliuca ricorda quello americano come l'edizione piu' amara.
-Il campionato perso ai rigori col Brasile rappresenta la delusione piu' cocente della mia carriera azzurra. Col tempo pero' mi sono consolato pensando come non siano poi molti i colleghi che possano vantare l'aver disputato una finale mondiale ed essere arrivati cosi' vicino al titolo. Certamente il rammarico rimane, ma al pari della gioia per aver partecipato a quell'evento.
-Indossare la maglia azzurra rappresenta da sempre un punto d'orgoglio nella carriera di un calciatore, ma indossarla al mondiale assume un significato del tutto particolare.
-E' una grossa responsabilita' ma anche motivo d'orgoglio ed ulteriore stimolo a fare bene. Arrivare alla maglia azzurra rappresenta l'apice della carriera, ed in particolar modo io mi ritengo ulteriormente fortunato perche' sono tra i pochi che possono vantare di aver giocato in almeno due dei tre ai quali ho partecipato, avendone seguito solamente uno dalla panchina.
-Quella posizione ha permesso pero' a Gianluca di allargare ulteriormente le proprie vedute.
-Nel '90 erano i primi anni che giocavo a questi livelli ed ovviamente avevo ancora tante cose da imparare. Oltretutto davanti a me c'erano Zenga e Tacconi, atleti di grande esperienza ed elevata caratura che hanno rappresentato una ottima fonte d'insegnamento da cui attingere.
-Ma e' ancora dal mondiale americano che affiorano ricordi molto particolari che si sarebbero potuti trasformare anche in veri e propri "incubi" calcistici.
-L'espulsione che patii in America fu causata dall'obbligo impostomi dal ruolo di tentare sempre il salvataggio della mia porta. Un errore difensivo apri' un varco all'attaccante avversario ed io non ci pensai due volte. Mi lanciai in uscita. Sfortuna volle che mi fossi trovato appena fuori area e che la palla mi abbia colpito sul braccio. L'involontarieta' del gesto era evidente, ma il direttore di gara decise in maniera diversa mandandomi anzitempo negli spogliatoi. Ma anche un altro episodio forse non mi avrebbe fatto dormire, il palo che colpirono i brasiliani nella finale, cui contribui' un piccolo errore da parte mia. Un gol del genere avrebbe sicuramente minato la mia carriera, ma per fortuna lassu' qualcuno ha pensato a me.
-Le belle prestazioni offerte finora fanno pensare ad un possibile suo ritorno in maglia azzurra, ma lui non ci e' parso dello stesso parere.
-Per quanto mi riguarda escludo vi sia ancora la possibilita' di una convocazione, vuoi perche' di mondiali ne ho gia' fatti tre, ma anche perche' e' giusto che vengano convocati dei portieri piu' giovani. Sono soddisfatto di quanto ho gia' ottenuto in azzurro. Penso di continuare ancora a giocare perche' mi sento bene e nonostante l'eta' che non mi sento, credo di poter dare ancora tanto a qualsiasi squadra. L'Italia? Credo che sia nelle nostre possibilita' vincere il mondiale perche' il Brasile non fa piu' paura come una volta, la Francia comincia ad essere una squadra anziana e forse gia' paga di vittorie, e la Germania e' in leggera decadenza; temo invece l' Argentina.
© 2001 -Forza Rossoblu

 

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