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Pagliuca,
quello che vinceva i derby di Milano.
Gazzetta dello Sport, 28.10.2001, Silvano Stella.
BOLOGNA - Quando ritorna a San Siro, Gianluca Pagliuca, 35 anni
a dicembre, prova sempre qualcosa di emozionante. In lui c'è
molta testa ma anche tanto cuore. Per cinque stagioni, le stagioni
con l'Inter, quello stadio è stata la sua casa. Ci ritorna
dunque volentieri, anche perché Milano è la citta
in cui ha conosciuto Aurora, la sua fidanzata, e in cui possiede
una casa: "San Siro ha qualcosa di mitico: credo che non
esista giocatore che non ne rimanga affascinato. Non a caso
l'hanno definito la Scala del calcio italiano. Ti rendi comunque
conto della bellezza e della gioia di giocare davanti a quella
platea. Insomma, io lo considero il massimo. I tifosi interisti
si ricordano di me e mi riservano degli applausi. I milanisti,
al contrario, mi fischiano. Forse rammentando le vicende del
derby".
Pagliuca
ama avere il pieno controllo di quello che dice e fa. E, se
vogliamo, di cose ne ha fatte e dette tante. Per esempio, nelle
dieci sfide tra nerazzurri e rossoneri degli anni Novanta. Gianluca
non ha mai conosciuta l'onta della sconfitta: ne ha infatti
vinti quattro e pareggiati sei. Erano iderby, tanto per citare
autori di gol, di Fontolan, Seno, Junk, Paganiin, Djorkaef,
Branca, Zamorano, Ganz, Simeone, Ronaldo, Moriero e Zanetti
sulla sponda interista, e di Maldini, Stroppa, Savicevic, Baggio,
Weah, Cruz, Albertini e Leonardo sulla sponda milanista: "Con
l'Inter ho vito soltanto una coppa Italia, ma ho vissuto il
periodo più intenso della mia carriera: in quel periodo
ero anche il portiere della nazionale. E comunque non ci sono
parole per spiegare cosa si prova quando si vince il derby di
Milano."
Comunque
Pagliuca non vive solo di ricordi e di nostalgie. Attualmente,
con il laziale Peruzzi, è il portiere meno perforato
della serie A: 3 gol in 7 gare. Dopo l'Inter ha scelto il Bologna,
la società che lo aveva svezzato e lanciato prima di
approdare alla Sampdoria per 300 millioni. E qui vorebbe concludere
la sua carriera. Il que significa giocare in rossoblù
per altri due o tre stagioni anche per raggiungere il traguardo
delle 500 partite in serie A. Ma a giugno scade il suo contratto
e dunque il suo futuro resta in bilico: "Tre anni fa ho
fatto una scelta calcistica e di vita insieme. Gioco nella squadra
che rappresenta la mia citta e nella quale mi identifico compiutamente.
Viviamo un momento felice e intendiamo farlo proseguire. Finora
ho preso solo tre gol perché ho davanti a me compagni
di squadra in piena forma che si ritrovano a memoria. Ma anch'io
mi sento bene e offro il mio contributo".
La
sfida con Milan ha un doppio volto. Da un lato può alimentare
i sogni di una classifica largamente superiore alle previsioni,
ma dall'altro lato nasconde chiare insidie perché il
derby ha rilanciato in grande stile la squadra di Terim. Pagliuca
sa che Inzaghi e Shevchenko sono tipi estremamente pericolosi.
"L'esperienza insegna: nella scorsa stagione l'attacante
ucraino mi ha battuto due volte. Lui e Inzaghi sono simili e
si integrano perfettamente. Hanno il senso del gol come pochi
altri: svettono nel gioco aereo e colpiscono perfettametne e
rapidamente con il destro e sinistro. Per loro fare gol è
come timbrare un cartellino. Ma non è il caso di rompersi
la testa prima del tempo: in campo vanno giocatori con pregi
e difetti e non mostri sacri".
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