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Ritiro

Stadio, 12/08/2001

SESTOLA - Gianluca Pagliuca al diciottesimo ritiro in carriera si e' fatto una tale esperienza da poter coglIere al volo anche la piu' piccola sfumatura. Riesce a capire come si vive all'interno di una squadra notando particolari che sfuggono alla maggioranza degli osservatori. Logico, allora, ricorrere a lui per capire come sta il Bologna e per conoscere le sue prospettive.
-Siamo contenti di come stanno andando le cose - attacca Pagliuca - il gruppo e' sempre piu' compatto e per fortuna anche lo stato di salute di tutti, tranne Cipriani e Falcone, e' buono. Se proseguiamo cosi' dovremmo arrivare pronti all'inizio del campionato. Hanno influito molto le ferie ridotte al minimo. L'anno scorso siamo stati fermi quasi due mesi e io ho fatto una faticaccia a riprendere. Quest'anno e' passato appena un mese tra l'ultima partita e il raduno e noto che tutti sono gia' in buona condizione. Se arriviamo al debutto con l'Atalanta al cento per cento possiamo iniziare bene. Questa mia impressione e' suffragata anche dalle amichevoli disputate. L'ultima col Sassuolo non fa testo, mi riferisco al triangolare in Grecia. Lunedi' il Lecce dara' indicazioni molto valide.
- Bene la squadra, molto meno tranquilla la societa'.
-Capisco l'amarezza del presidente a seguito della contestazione dei tifosi. Sono convinto che noi possiamo fare molto per stemperare la tensione e riportare la calma. Stiamo vivendo un clima molto particolare, mi ricorda quello di due anni fa quando iniziammo il torneo affrontando il Torino. Con l' Atalanta sara' la partita della vita. Se riusciremo a batterla, vedrete che si rasserenera' tutto in un attimo. Un inizio positivo portera' a un riavvicinamento del presidente, a una maggiore tolleranza dei tifosi e della stampa. Il momento dl sconforto c'e', e' naturale, ma e' altrettanto naturale pensare che sara' superato. Gazzoni puo' stare tranquillo, ci metteremo il massimo impegno, nessuno ha interesse a risparmiarsi. Un giocatore che si tira indietro compromette immediatamente il suo futuro. Ho gia' vissuto un'esperienza simile quando Moratti all'lnter diede le dimissioni. I presidenti sono uomini, le critiche fanno male, a volte sono intollerabili. La coscienza di aver lavorato bene e l'orgoglio personale possono portare anche personaggi importanti a reazioni esagerate.
- Gazzoni non ha digerito in particolare il 5-4 di Verona e il crollo di fine campionato.
-A Verona abbiamo buttato alle ortiche una grandissima occasione; abbiamo salvato una squadra retrocessa rovinando le residue speranze di un posto per l'Europa, ho vissuto un rientro a Bologna terribile, per il nervosismo ho impiegato un tempo assurdo anche al doping. La rabbia mi aveva bloccato fisicamente. Perdere male ci sta, ma il grave e' che abbiamo dato l'impressione che tra noi fossero nati contrasti insanabili, che fosse "esploso" il bel gruppo d'inizio campionato. Se vinci trovi sempre un «modus vivendi», ma se perdi male nascono problemi e malumori. Ognuno cerca di giocare per se', ma l'individualismo non paga. E' una storia che ho vissuto piu' volte, all'Inter ho cambiato addirittura quattro allenatori in un anno, Se invece di partire forte e trovarci a 40 punti a sette giornate dalla fine, fossimo stati in crisi all'inizio e poi avessimo chiuso in bellezza sarebbe stata tutta un'altra cosa. Saremmo stati dei fenomeni.
- Come risolvere una situazione del genere e partire col piede giusto?
-Quest'anno non ripeteremo gli stessi errori, il gruppo l'ha capito. Guidolin ha parlato con tutti, singolarmente, ha evidenziato i punti dolenti. Noi ci siamo confrontati e abbiamo chiarito tutto. Anche i contrasti, se portano pero' a qualcosa di positivo, fanno bene. Ti caricano. Ricordo ritiri con scazzottate. Nel momento ci rimani male, ma se poi ci ragioni e superi lo "scivolone" fai addirittura un salto di qualita'. E' fondamentale, pero', che i contrasti restino confinati, si risolvano nello spogliatoio e non finiscano sui giornali.
- Nel momenti di crisi i "vecchi" devono prendere in mano la situazione.
-Devono essere un punto di riferimento in campo e fuori, devono dare l'esempio. Guidolin ci ha responsabilizzati e la cosa mi piace, mi stimola. Comportarsi bene e' importante. Non m'importa comandare, non voglio essere leader; il passato e' fondamentale, ma le gerarchie, quelle vere, le stabilisce il campo

 

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