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PAGLIUCA:
LO SANLUCA HO PARATO IL TEMPO.
"Stadio",
18.05.2001.
INTERVISTA - di Claudio Beneforti
-Pagliuca, e' in arrivo la Juventus: c'e' chi dice che per lei
sia la prima squadra da battere.
-Non e' vero fino in fondo, il mio grande avversario e' sempre
stato il Milan. E non solo perche' ho giocato 5 anni nell'Inter.
Quando ero piccolo tutti i miei amici facevano il tifo per il
Milan, solo io soffrivo per il Bologna. Potete immaginarvi quante
volte mi hanno preso per i fondelli. Comunque, dopo quello che
e' successo quell'anno provo astio nei confronti della Juve:
campassi tre vite non dimenticherei mai che a me e a tutta l'Inter
ha rubato un campionato.
-E pensare che sarebbe potuta diventare la sua squadra.
-E' vero. Quando ero alla Sampdoria, si parlo' a lungo di uno
scambio tra me e Tacconi, ma poi non se ne fece niente.
-Con il Bologna non ha mai battuto la Juventus e non sembra
nemmeno questa la volta giusta.
-Chi puo' dirlo, poi in fondo contro le grandi abbiamo sempre
fatto la nostra bella figura. C'e' una spiegazione: come molte
altre squadre, anche il Bologna e' piu' bravo a giocare addosso
agli altri e a ripartire che a fare la partita. La Juve vuole
e deve vincere, ma noi non possiamo perdere. Di sicuro siamo
pronti anche a morire sul campo pur di renderle complicata la
domenica.
-Chi la spaventa di piu' tra Zidane e Del Piero?
-Ora come ora Zidane mi sembra piu' pericoloso. Quando e' in
forma quello li' non lo butti giu' neanche con le cannonate.
-Zidane inventa e crea, Van der Sar distrugge.
-Non esageriamo, non e' giusto, non e' vero. Van derSar e' un
buon portiere: certo, non ha alle spalle una bella annata ma
c'e' anche da dire che gli hanno dato piu' colpe di quelle che
ha.
-Fino a che punto l'Europa e' ancora alla portata del Bologna
?
-Abbiamo buone possibilita', noi ci crediamo fortemente. L'importante
e' fare risultato tutte le domeniche, a cominciare dalla partita
contro la Juventus. Fisicamente stiamo bene, possiamo fare i
7-8 punti che ci separano dall'Uefa.
-Il Bologna e' vittima di quello che non succede: vedi le penalizzazioni
per Passaportopoli.
-Questo e' risaputo e per il momento dobbiamo accettare le non-regole
del gioco. Gazzoni ha ragione quando dice che se in ballo ci
fosse stato il Bologna a questo punto ci avrebbero già
sbattuto in Promozione. Ma io continuo a credere nella giustizio
sportiva e sono convinto che prima della fine del campionato
qualcosa succedera'.
-Quanto e' cresciuto il Bologna dall'anno passato a oggi?
-Al momento abbiamo 7 punti in piu' rispetto al campionato scorso
e i numeri sono sempre indicativi. Ora siamo di piu' la squadra
di Guidolin, ora giochiamo di piu' come vuole lui. Se cancelliamo
quel dicembre nero, abbiamo sbagliato poche partite, siamo stati
piu' continui, piu' regolari. E c'e' da tener presente che eravamo
una squadra nuova, che non si conosceva.
-Lei e Bologna: per la gente della sua citta' era come il fumo
negli occhi, ora e' per tutti Sanluca.
-Vi ricordate cosa dissi il giorno del mio arrivo? Dissi che
sarei diventato profeta in patria. E cosi' e' stato. Mi sono
guadagnato la fiducia dei tifosi cqn l'impegno, con la professionalita'.
Ho fatto abbastanza bene l'anno passato, ritengo di aver fatto
ancora meglio in questo campionato.
-Gianluca Pagliuca, professione portiere.
-Sono di parte, ma secondo me e' il ruolo piu' affascinante,
e' un ruolo che ti regala gioie e delusioni enormi. Sia nel
bene che nel male il portiere finisce sempre per essere un grande
protagonista. E' cambiato tanto nel corso degli anni, prima
bastava saper parare bene, ora e' fondamentale anche essere
bravi con i piedi, avere una buona visione di gioco. Il portiere
di oggi e' un calciatore a tutti gli effetti. Vi ricordate cosa
succedeva ai tempi di Zoff? Il portiere teneva il pallone tra
le mani, lo faceva rimbalzare a terra, lo riprendeva tra le
mani. Adesso non puoi farlo piu'. Io ho giocato sia con le regole
vecchie che con quelle nuove: mi trovavo bene prima, mi trovo
bene ora. Caso mai il problema e' un altro: qua tutte le domeniche
siamo alle prese con un pallone diverso. Giochi con la Fiorentina
e trovi un tipo di pallone, vai a Milano e ne trovi un altro,
noi del Bologna ne abbiamo un altro ancora. Se dipendesse da
me, farei giocare tutte le partite con lo stesso tipo di pallone,
come succede agli Europei o ai Mondiali. Molti errori dei portieri
sono dovuti anche a questo fatto: c'e' il pallone che cambia
traiettoria, quello che ti arriva dritto, quello che va veloce
e quello che non arriva mai. Insomma, non ci si capisce piu'
niente, ogni domenica cambia la musica.
-Quando ha scelto di fare il portiere?
-Da ragazzo ero indeciso, a volte giocavo in porta, a volte
in mezzo al campo, a volte facevo l'attaccante. E questo a seconda
dell'avversario che avevamo di fronte. Poi un bel giorno decisi
che la mia vita l'avrei attraversata tra i pali. E ancora benedico
quella scelta.
-Cosmi ha detto che i portieri sono tutti matti.
-Ho ascoltato quelle sue frasi, ho l'impressione che stesse
scherzando, che la sua fosse solo una battuta. A dire la verita',
da giovane un po' potevo anche esserlo, ma con il passare degli
anni sono molto cambiato. Comunque sono tanti gli allenatori
che mettono in mezzo i portieri: ricordo che Ancelotti, ai tempi
della Nazionale, pigliava in giro me e Marchegiani dicendoci
che assomigliavamo a due carabinieri.
-Buffon e Toldo sono tra i nomi piu' gettonati sul mercato.
-Cinque, sei anni fa c'ero io in tutte le trattative. Da una
parte e' bello quando ti vogliono tutti, ma da un'altra e' faticoso
stare sempre sul chi vive. Il fatto di non sapere dove sara'
il tuo futuro alla fine rischia di condizionarti negativamente.
-Quanto e' distante il Pagliuca di oggi da Buffon e Toldo?
-Non mi cambierei con nessuno, ora come ora mi frega solo l'eta'.
Come carta di identita', in- tendiamoci, perche' addosso ho
ancora la felicita' e l'entusiasmo di un ragazzo.
-Il suo contratto con il Bologna scadra' nel giugno 2002.
-Non voglio pensare a quello che sara' dopo, non ho questa fretta.
Al momento il mio primo obiettivo e' conquistare l'Uefa, il
secondo e' quello di fare bene il prossimo campionato. Una cosa
e' certa, tuttavia: sono sicuro di poter giocare a certi livelli
almeno per altri 2, 3 anni.
-Fino a che il suo ingaggio lo paghera' anche Moratti non ci
sono problemi, ma poi dovra' eventualmente abbassare le pretese
per restare a Bologna.
-Ovvio. E sono pronto.
-E' vero che l'altro giorno Vialli le ha chiesto di raggiungerlo
in Inghilterra ?
-Si', ma gli ho risposto che la mia intenzione e' chiudere in
Italia e possibilmente a Bologna. Poi e' chiaro che dovro' rivedere
le mie idee se qua non mi vorranno.
-Quanto sono importanti le mani grandi per un portiere ?
-Le mie mani sono piccole, forse sono sempre state le piu' piccole
della serie A, eppure penso di aver fatto ugualmente una carriera
piu' che dignitosa. Non servono mani che assomigliano a racchette
da tennis, l'importante e' avere mani sensibili e rapide.
-A cosa pensa un portiere quando il pallone e' lontano ?
-Sempre alla partita. Speri che la tua squadra faccia gol, speri
di non prenderlo, pensi a quanto sarebbe bello il lunedi' in
caso di vittoria e a come sarebbe terribile la settimana in
caso di sconfitta. Insomma, tutti i pensieri sono legati al
calcio, non di sicuro a cio' che puoi fare una volta finita
la partita o la domenica sera.
-Chiuda questo forum come le pare.
-Vorrei tanto essere Sanluca anche in queste ultime 4 partite
e regalare con le mie parate l'Eu ropa al Bologna e a Bologna.
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