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ANTICIPAZIONE:
VIOLA
Bologna official site 15.03.01
PAGLIUCA TEME LA RABBIA DEI VIOLA
-Gianluca,
quando il Bologna e' chiamato a confermarsi...
-Si, purtroppo non riusciamo ad avere continuità. Se
vogliamo raggiungere il traguardo rappresentato dalla qualificazione
in Coppa Uefa dobbiamo cominciare a fare punti anche in trasferta.
Se riuscissimo ad infilare una serie positiva potremmo cominciare
a fare certi ragionamenti.
- Credi sia possibile vedere un Bologna continuo ?
- Questanno e' il nostro limite. Mi auguro che la squadra
sia capace di invertire questa tendenza.
-Prima la Lazio in casa e poi la Fiorentina in trasferta...
- Abbiamo battuto la Lazio campione d'Italia disputando una
bellissima partita ma non dobbiamo dimenticare che la squadra
di Zoff e' stata costretta a giocare tutto il secondo tempo
in dieci uomini a causa dell'espulsione di Couto. La Fiorentina
e' molto tempo che non vince ed inoltre domenica c'e' l'esordio
di Mancini davanti al pubblico di Firenze.
-L'impressione e' che se il Bologna riesce ad andare per primo
in vantaggio gioca una determinata partita. Viceversa se subisce
per primo va in crisi.
- Direi di si . L'unica eccezione e' rappresentata dalla partita
contro il Milan. Pur andando in svantaggio di due gol abbiamo
avuto una grande reazione. Siamo stati agevolati dal fatto di
aver affrontato un Milan a cui mancavano uomini importanti.
Tuttavia abbiamo giocato con furore e questo fa sempre la differenza.
- Cosa fa scattare il furore ?
- Credo sia inconscio. Si scende sempre in campo per vincere
poi succede che due o tre giocatori non sono al massimo e la
partita prende unaltra piega.
- Domenica incontrerai per la prima volta Mancini nelle vesti
di allenatore. Quali erano i vostri rapporti quando giocavate
insieme nella Sampdoria ?
- In generale era uno spogliatoio in cui si discuteva spesso
ma quando si andava in campo tutti davano il massimo. Vederlo
in giacca e cravatta fa effetto. Ha assunto una grossa responsabilità
andando ad allenare una squadra come la Fiorentina. Evidentemente
sopporta bene le pressioni perche' di solito quando un calciatore
smette di giocare per un po' di tempo ha bisogno di staccare
la spina e di vivere lontano dalle pressioni che circondano
questo ambiente.
- Quando sarà Pagliuca a smettere ?
- Mi piacerebbe rimanere nel mondo del calcio ma in ruolo diciamo
piu' defilato.
- Magari allenatore dei portieri con Mancini ?
-Mancini in quel ruolo ha Battara che e' stato il mio maestro
ed e' bravissimo.
- Che tipo di allenatore sarà
- Penso praticherà un gioco offensivo. Pui' diventare
un grande allenatore perche' ha tutto per fare bene questo mestiere.
-Ci puoi raccontare i due episodi, uno positivo ed uno negativo,
che ti legano di piu' a lui ?
-Un bellissimo ricordo e' l'anno in cui vincemmo il campionato.
Fu una stagione straordinaria. La difesa non prendeva mai gol
e in attacco bastava dare la palla a Mancini o a Vialli che
ci pensavano loro. Un momento triste e' sicuramente rappresentato
dalla finale di Coppa dei Campioni persa negli ultimi minuti
dei tempi supplementari. Mi ricordo che alla fine della partita
negli spogliatoi eravamo tutti in lacrime.
- Non ti sembra che Mancini abbia un carattere troppo litigioso
per fare lallenatore ?
-Un conto e' essere giocatore. Quando sei allenatore ci vuole
diplomazia. Per allenare bisogna saper gestire uno spogliatoio
e le diverse personalità che lo compongono.
- Che partita ti aspetti contro i viola ?
-Durissima per noi perche' e' troppo tempo che non vincono e
la società e' nell'occhio del ciclone. Non c'e' un bel
clima. Noi pero' non possiamo permetterci un'altra battuta d'arresto.
- Non incontrerai Batistuta ma c'e' Chiesa...
- Conosco bene anche lui. Sta vivendo un grande momento. E'
un bravissimo giocatore oltre che un ottimo ragazzo.
Gianni Rava - Capo ufficio stampa
( 18.03 Fiorentina-Bologna 1-1 )
Gazzetta dello Sport, 15/03/2001
PAGLIUCA RITROVA IL SUO EX COMPAGNO MANCINI
L'ex
portiere ricorda il rapporto controverso con il tecnico della
Fiorentina, prossima avversaria dei rossoblu. Amarcord anche
di Padalino che racconta 5 anni sull'Arno.
BOLOGNA,
15 marzo 2001 - Giornata di amarcord, con qualche logico riflesso
sul presente, per Gianluca Pagliuca e Pasquale Padalino. Il
portiere riporta alla memoria il rapporto controverso col Mancini
dal carattere ingestibile ai tempi della Sampdoria, il centrale
difensivo invece ricorda i cinque anni dolci-amari vissuti a
Firenze.
-Bel periodo quello col Mancio a Genova, gia' allora faceva
intravedere la naturale vocazione di allenatore richiamando
dal campo Boskov a far giocare la Samp tutta in attacco - racconta
Pagliuca. E' impossibile dimenticare le tante accese discussioni
per futili motivi avute con lui in spogliatoio, con Vujadin
che cercava, riuscendoci spesso, di fare da mediatore. E comunque,
quando poi si scendeva in campo, ogni scazzo veniva sepolto
e diventavamo un corpo unico. Il momento piu' bello vissuto
insieme e' sicuramente la vittoria dello scudetto, quello piu'
brutto la sconfitta nella finale di coppa Campioni del '92 col
Barcellona a Wembley. Ci trovammo a piangere insieme davanti
alle docce, e lui non mi rimprovera' per non aver parato quel
missile di Koeman a 6' dalla fine del secondo tempo supplementare.
-Ero sicuro che sarebbe andate ad allenare un grande club, -
prosegue il portiere rossoblu' -, ma non cosi' velocemente,
bruciando le tappe, questo mi ha veramente sorpreso. Solo fino
a qualche giorno fa ancora giocava e dopotutto ha solo due anni
in piu' di me. E poi ha scelto una piazza molto calda per debuttare,
ma a lui e' sempre piaciuto lavorare sotto grandi pressioni,
questo lo stimola ulteriormente. E' vero che come giocatore
era uno litigioso ma nelle vesti di tecnico diventera' un grande
diplomatico. Sicuramente mi fara' effetto domenica vederlo in
panca in giacca e cravatta.
Sul futuro del Bologna e sulla richiesta del Grande Slam chiesto
dal presidente Gazzoni, Pagliuca ha una teoria discutibile:
-Preferisco fare 2 punti e quindi due pareggi con Fiorentina
e Parma piuttosto di 3 punti con una vinta d una persa. Questo
sarebbe un segnale di continuita'.
-Ci sono stati periodi belli e periodi di contestazione - tratteggia
invece Padalino sul suo passato in viola -. Tutto sommato pero'
ho archiviato le 5 stagioni fiorentine come esperienza positiva
anche se alla fine si e' creato qualche equivoco di troppo tra
me, la dirigenza e i tifosi. Avrei preferito incontrare la Fiorentina
in un momento diverso. Non vincono da 8 turni, ci sono state
polemiche forti, cio' non fa altro che dare una super carica
a tutta la squadra. Un segreto per limitare Rui Costa e' marcarlo
a uomo. Per fare risultato positivo credo che il Bologna debba
fare il suo gioco migliore. Visto che in difesa non siamo dei
picchiatori dobbiamo aggredirli e attaccarli cercando di sfruttare
al meglio le caratteristiche di Cipriani e Signori.
Aldo Liverani.
Stadio,
17/03/2001
BOLOGNA -Salutera' Mancini, gli stringerà la mano, poi
ciascuno per la propria strada. La voglia di parlare di Pagliuca
sul prossimo impegno di Firenze e' ridotta ai minimi termini,
anche il portiere rossoblu' si rende conto che e' finito il
tempo delle belle frasi e delle promesse e che a questo punto
conta solo alzare la voce sul campo.
-Qua siamo di fronte ad un bivio: se vogliamo conquistare una
posizione di classifica importante dobbiamo cominciare a fare
punti anche fuori casa, perche' nel caso in cui continuasse
il vecchio andazzo sarebbe assurdo coltivare sogni di grandezza.
- Qual e' il primo messaggio che Pagliuca invia ? Eccolo:
-E' fondamentale rimuovere dalle nostre teste l'impresa contro
la Lazio; dimentichiamo l'ultima domenica di festa e prepariamoci
a fare un'altra battaglia. Si , perche' a Firenze ci aspetta
una partita estremamente complicata, inutile illudersi. Sarà
la prima di Mancini davanti alla gente viola, poi la Fiorentina
non vince da tante settimane e vorrà mettersi alle spalle
tutti i problemi e le polemiche. Sento dire che i viola sono
in difficoltà, che stanno giocando male: ebbene, guai
se ascoltassimo queste sirene, la verità e' che se non
giocheremo con la stessa grinta e la stessa rabbia di San Siro
contro il Milan e di domenica passata con la Lazio, non avremo
scampo.
-I concetti sono quelli giusti, ma il Bologna saprà metterli
in pratica o ancora una volta farà come i gamberi ? Pagliuca
preferisce non sbilanciarsi, considerati I precedenti.
-Noi scendiamo sempre in campo per spaccare il mondo, a volte
ci riusciamo, a volte non ci riusciamo. Ora come ora so soltanto
che la Fiorentina deve farsi in quattro per vincere e che noi
non possiamo permetterci un nuovo passaggio a vuoto. Ascoltatemi,
in questo momento vado anche contro le mie idee: considerato
che ci manca la continuità, quasi quasi sceglierei di
fare due pareggi tra Firenze e Parma che vincerne una e perdere
l'altra. E' vero che ci ritroveremmo con un punto in meno in
classifica, ma e' anche vero che il Bologna avrebbe bisogno
di fabbricare un ciclo di risultati positivi. Gazzoni sogna
il grande slam ? Il grande slam c'e' solo nel tennis, qui ci
aspettano due partite terribili, tremende. Questa volta non
ci sarà Batistuta ? Ma ci sono Chiesa e Rui Costa e loro
due bastano e avanzano.
-Chiude con un pensiero dolce per Battara, il preparatore dei
portieri viola.
-Gli devo tutto, e' lui che mi ha fatto arrivare dove sono arrivato.
Stadio, 17/03/2001
BOLOGNA - Gianluca Pagliuca stava giocando il Torneo di Viareggio
quando conobbe Mancini. Il Bologna lo aveva prestato alla Sampdoria
proprio per disputare quella competizione.
-Ricordo che dopo una partita Roberto mi si avvicina' per salutarmi.
Mi chiese di Bologna e del Bologna. Dall'anno dopo siamo stati
insieme quasi per una vita.
- Otto stagioni, otto lunghissime stagioni, un'eternita'.
-Mancini ha sempre avuto una grande personalita', non vi nascondo
che all'inizio mi metteva anche un po' in soggezione. Si, anche
allora si vedeva che aveva le qualita' per fare l'allenatore
da grande. Boskov lo considerava molto, lo ascoltava, ma non
penso che fosse il Mancio a fargli la formazione. Una volta,
in una semifinale di Coppa Italia, Boskov voleva sostituirlo
e da lontano Mancini lo manda' a quel paese. Roberto aveva un
caratterino che vi raccomando, mica era facile andare d'accordo
con lui. E' vero, per Mantovani era come un figlio, il presidentissimo
gli voleva un bene dell'anima. Con Mancini ho sempre avuto un
buon rapporto e lui non mi ha mai fatto pesare il suo potere
nella Samp. Come ragazzo era istintivo, schietto, meno politico
di Vialli: il Mancio era uno che ti diceva sempre le cose in
faccia. Come giocatore era grande, sapeva fare la differenza.
Con lui ho vinto tanto, insieme ci siamo tolti tante soddisfazioni.
E potevamo vincere anche di piu', perche' avremmo meritato di
conquistare sia la Coppa Campioni contro il Barcellona a Wembley
che la Coppa Coppe, sempre contro il Barcellona, a Berna.
- Mancini era la Sampdoria, Pagliuca lo aveva capito da subito.
-Lui sceglieva le maglie, le divise, lui sceglieva le camicie
e la cravatta, lui dava qualche suggerimento al presidente anche
sulla campagna acquisti. Per certi versi, Mancini era giocatore,
alIenatore, dirigente e responsabile del marketing alla Sampdoria.
Al di là del nostro buon rapporto, ho litigato spesso
con Roberto e spesso ci siamo mandati anche a quel paese. Vi
racconto questa: in una partita a Ascoli che non avrei dovuto
giocare per una congiuntivite feci un'uscita e persi il pallone,
Mancini venne da me e comincia' a insultarmi. Gli risposi che
avremmo fatto i conti negli spogliatoi. Finita la partita, riprendemmo
a dircene di tutti i colori. Credetemi, quel giorno se non mi
avessero tenuto fermo in 4 o 5 lo avrei attaccato al muro. Poi
intervennero Boskov e Vialli e ci costrinsero a fare la pace.
Se fu Mancini a consigliare a Mantovani la mia cessione ? No,
non credo, la verita' e' che la Samp aveva cominciato a cedere
un giocatore importante a stagione.
- Tra Pagliuca e Mancini c'e' un altro episodio da raccontare.
Il portierone di Bologna giocava nell'Inter quando il Mancio
gli si presento' davanti in area di rigore.
-Uscii e Mancini si butta' a terra nello slancio. Non era rigore,
ma Roberto comincio' a fare casino. Fu la domenica in cui Mancini
se la prese violentemente con l'arbitro Nicchi, ricordate ?
L'anno prima e anche quel giorno i miei vecchi tifosi mi avevano
accolto con applausi e cori, ma da quel momento cominciarono
a fischiarmi e insultarmi.
Per arrivare a quello che successe l'anno passato in Coppa Italia
(c'e' da dire anche che poco tempo prima il Bologna aveva decretato
la retrocessione della Samp), quando il popolo doriano lancia'
a Pagliuca di tutto, costringendo gli arbitri Paparesta e Rosetti
a interrompere la partita. Il numero 1 rossoblu' torna al presente.
-Mi ha fatto un certo effetto vedere domenica Mancini in panchina
da primo allenatore. Certo, Roberto ha le qualita' per diventare
un grande tecnico. Mancio ha solo due anni piu' di me e fa già
l'allenatore in serie A in una squadra importante come la Fiorentina,
non posso che fargli i complimenti. Anche' a me piacerebbe fare
l'allenatore, ma ci pensero' eventualmente piu' avanti.
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