|
Come
stiamo? Tutti male, grazie!
Kataweb Sport, 18/09/2000
Il portierone rossoblé chiamato a recitare un ironico
"mea culpa" ne approfitta per mettere in evidenza
gli errori commessi nelle ultime uscite. Ritiro troppo lungo,
mancanza di Uefa e di giocatori motivati alcune delle cause.
BOLOGNA,
18 SETTEMBRE - Come va? ?Tutti male, grazie?. Pagliuca sa di
dover aggiungere qualcosa: ?Non se ne salva uno, siamo mosci,
siamo fuori fase e quando succede che tutta la squadra ¨
allo stesso livello (basso), puoi anche pensare che la crescit
sar di tutti?.
Per
distillare una goccia di ottimismo dalle brutte partite che
il Bologna continua a sfornare nel mese di settembre, ultima
quella di Perugia (sconfitta per 2-1), bisogna avere una visuale
molto ampia, quella di cui in campo gode solo il portiere. Che
da se stesso fino all'undici, li tiene tutti sotto osservazione:
?E' molto peggio, voglio dire pié preoccupante, quando
in una squadra tre o quattro vanno bene, tre o quattro cos¬
cos¬ e gli altri male. Allora portare tutti allo stesso
livello (alto) non ¨ facile?. Tu chiamalo se vuoi, imballato.
Che il ritiro pié lungo della sua storia (45 giorni)
abbia mandato fuori giri il Bologna intero ¨ un'ipotesi
che Guidolin accoglie con piacere, perch¨ lascia in disparte
sospetti peggiori: ?Adesso non bisogna appesantire il lavoro.
Do alla truppa due giorni di sacrosanto riposo?. E la discussione
sulla qualit , sull'intesa, sugli schemi congeniali o indigeribili
¨ saltata a piedi pari. Il nulla di Perugia finisce in archivio,
catalogato sotto la voce ?non siamo brillanti?. Con la speranza
che una volta lucidati, siano pronti per essere esposti nella
gioielleria dell'Olimpico. Se rimangono cos¬ opachi, la
Roma si stancher di fare gol. A proposito di questa difesa che
non fa distinzioni, visto che due gol li prende da tutti, serie
A (Perugia), serie B (Venezia) e nessuna serie (i ?disoccupati?
di Magrini), va detto che l'arrivo di Galli jr. ha causato la
partenza (in compropriet ) di Dal Canto per Vicenza, squadra
dove aveva gi giocato nell'anno ('96) della promozione in serie
A.
Il rischio che sul cielo di Bologna si formi un gran traffico
di meteore, adesso ¨ reale: che fine faranno Goretti, Tonetto,
Wome, Nervo e Kolyvanov, insomma tutti quei giocatori che avrebbero
bisogno di trovare o ritrovare la loro identit giocando, possibilmente
bene, invece devono accettare il ruolo di comparse? Ci fosse
una coppa da disputare, sarebbe un'altra storia e sarebbero
diverse le strategie societarie. Ma il Bologna pensâ bene
di non iscriversi all'Intertoto: nell'anno della rivoluzione,
disse, ¨ rischioso giocare fin dai primi di luglio. E' stato
peggio giocare una volta sola e male (col Venezia) ai primi
di settembre, per trovarsi adesso a riempire, senza voglia n¨
energie, questo mese di attesa che ha svuotato la squadra. L'Udinese,
che ¨ in stato di rivoluzione permanente, ha giocato l'Intertoto
e adesso ¨ in Uefa, che significa anche dirette tv, soldi
e divertimento, ma soprattutto rimanere agganciati al convoglio
del grande calcio.
La Uefa sarebbe servita (e tanto) anche al Bologna che avrebbe
aperto una finestra sull'altra met (quella ricca) del pallone
soddisfacendo cos¬ la sua storia, che gli impone, se non
giocarle, almeno di sentirsi attrezzato alle grandi sfide: da
questa certezza e dalle ribalte europee il Bologna avrebbe ricavato
stimoli e i suoi giocatori, probabilmente, non si sarebbero
ammosciati tutti insieme.
|