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Animato
da uno spirito di rivincita
Forza Bologna! magazine, 08/1999
Pagliuca ha tanta voglia di fare bene nella squadra della sua
città e giocherà finché potrà continuare
ad offrire prestazioni di alto livello.
Non ci saranno lo scudetto e un posto in Champions League da
conquistare, ma gli stimoli per fare bene restano gli stessi
anche se indossa la maglia del Bologna. Anzi, nel suo caso c'è
una voglia maggiore di dare il meglio perché il capoluogo
emiliano è casa sua e qui ha sempre sperato di tornare.
E poi, anche quando è arrivato a Genova lottava per traguardi
meno ambiziosi finché un giorno non ha cominciato a vincere
cose importanti.
-Gianluca Pagliuca, contento di essere qui?
-Contentissimo. E dopo aver risolto le incomprensioni con i
tifosi lo sono doppiamente. D'accordo, non ci sono campionati
o coppe campioni da conquistare, ma abbiamo sempre traguardi
prestigiosi come la coppa Uefa e la coppa Italia per cui lottare.
-Dopo molte stagioni parti difendendo i pali di un'outsider.
Che sensazioni ti dà?
-Mi ritornano in mente i primi anni quando giocavo nella Sampdoria.
Anche lì abbiamo cominciato come outsider, ma poi abbiamo
vinto tanto.
-È un augurio che fai a te e al Bologna?
-Certo. Speriamo che sia di buon auspicio.
-Conosci l'ambiente rossoblu o devi imparare ancora qualcosa?
-All'80 per cento lo conosco già. Il resto lo farò
pian piano.
-Sei contento di quanto hai ottenuto finora?
-Contentissimo.
-Hai qualche rammarico?
-Ce l'ho se penso alla finale di coppa campioni persa ai supplementari
con la Sampdoria o alla finale di coppa del Mondo persa ai rigori.
Per il resto credo di poter essere soddisfatto avendo vinto
tutto.
-Ti sei posto qualche obiettivo particolare?
-Riuscire a disputare un bellissimo campionato con il Bologna.
Spero in una grande stagione sia per me che per la squadra.
Sono animato da uno spirito di rivincita e cercherò di
soddisfarlo.
-Rivincita verso chi o che cosa?
-Uno spirito di rivincita in genere.
-C'è un sassolino che ti leveresti volentieri dalle scarpe?
-Sono rimasto scontento di come è finita la mia avventura
nell'Inter. Sono stato uno di quelli che ha dato di più
alla società nerazzurra e speravo di avere l'opportunità
di vincere un altro scudetto prima di andare via. Comunque va
bene così.
-Fino a quando continuerai a giocare?
-Per ora ho un triennale con il Bologna e non intendo muovermi
da qui. Continuerò a giocare finché il fisico
me lo consentirà. Smetterò solo quando non riuscirò
più a fare le belle parate che faccio ora.
-Cosa significa Bologna per te?
-È la mia città. Qui ho la mia famiglia, qui sono
nato e sono cresciuto. Qui ho gli amici e gli interessi. Bologna
è la mia vita. Se penso a lei mi vengono in mente tante
cose anche difficili da spiegare. Certamente sono molto felice
di essere qui.
-Cosa può dare il Bologna a Pagliuca?
-Tante soddisfazioni.
-Hai sempre avuto l'alea di cattivo. Cosa c'è di vero?
Com'è in realtà Pagliuca?
-Nulla. Sembro un duro perché quando sono in campo mi
arrabbio spesso con i compagni, ma non è colpa mia. Il
problema è che io vivo molto la partita e quando scendo
sul terreno di gioco sono molto teso. In realtà fuori
dal campo sono un tipo molto tranquillo che si fa gli affari
suoi.
-Coltivi ancora l'idea di allenare i ragazzini?
-Certo. Mi piacerebbe tantissimo poter insegnare ai ragazzini
i trucchi del mestiere.
-Quali sono i tuoi hobby?
-Ne ho tantissimi, ma i miei preferiti sono il tennis e il basket.
Vedo molti film in videocassetta (Pagliuca ha una videoteca
enorme e fornitissima, ndr) e quando sono triste mi rivedo alcune
partite che ho disputato. Spero di poter accrescere il numero
di cassette con belle partite del Bologna.
-Hai qualche mania?
-Sono molto scaramantico. Per esempio uso ripetere spesso le
cose che ho fatto dopo una vittoria, oppure mi faccio la croce
tre volte anziché una quando entro in campo e così
via.
-Cosa ti piace mangiare quando sei a tavola?
-I tortellini in brodo.
-(....)
Potrete
trovare il servizio completo su Forza Bologna Magazine di agosto-settembre
in edicola.
Intervista
di Cesario Picca.
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