News About Site Season Career & FAQ Photos & Videos Press

>> PRESS >> Interviews

Links Guestbook Chat

Pagliuca nella sua Bologna: «Qui per vincere ancora»

Gazzetta dello Sport. 06/07/1999

«Penso di essere ancora uno dei migliori portieri italiani e cerchero'
di dimostrarlo con questa squadra che puo' essere l'outsider della stagione.
All'Inter ho imparato che i risultati si ottengono in silenzio».

DAL NOSTRO INVIATO

CASTELDEBOLE - La dolcezza di esibirsi finalmente nella sua citta'.
La tenerezza di tornare in una struttura sportiva che aveva
appena conosciuto molti anni fa quando fu selezionato e svezzato da
Piero Battara. La malinconia di avere perduto la nazionale dopo
l'ultimo mondiale in Francia. La sottile amarezza del modo in cui
l'Inter lo ha per cosi dire scaricato. L'ironia come spinta per
dimostrare che non e' sul viale del tramonto. Emozioni e stati
d'animo, legittimi e comprensibili, che Gianluca Pagliuca prova e spiega
in un afoso (38 gradi) lunedi' mattina al suo ritorno a
Casteldebole, dopo 13 lunghi anni. Addirittura con mamma Maria Rosa e
fidanzata Aurora, entrambe presenti alla conferenza stampa.
«A Pisa la torre, a Venezia il mare e a Bologna Pagliuca per
sognare». E' il grande striscione coniato dagli sportivi che campeggia
all'ingresso di Casteldebole. Gianluca lo considera di buon
auspicio se si considera che durante le sue esibizioni bolognesi con la
maglia interista spesso veniva beccato dai tifosi della curva:
«Giuro che non l'ho affisso io e comunque non ho pagato chi l'ha messo.
Scherzi a parte, questo e' un segnale molto simpatico. Cinque anni
fa, quando sono approdato all'Inter, non erano tutte rose e fiori: i
tifosi avevano nel cuore Walter Zenga. Adesso mi tocca sostituire
quel Francesco Antonioli che dopo l'ultima positiva annata lascia
grandi ricordi e una scomoda eredita'. Ma io non mi preoccupo.
Primo, perche' sono tornato nella mia citta' con tante motivazioni
interiori: ho gia' vinto qualcosa e penso di continuare a vincere
ancora. Secondo, perche' non considero questo di Bologna il paradiso
dorato di una carriera verso il suo epilogo. Terzo, perche' ritengo
di essere ancora uno dei migliori portieri italiani anche se Buffon
restera' sul trono della nazionale per altri dieci anni. Quarto,
perche' avro' modo di farmi notare sulla scena internazionale giocando
in coppa Uefa».
Lui, Gianluca, tifa Bologna sin dai tempi in cui andava alle
elementari a Casalecchio. Questo ritorno alle origini e' come la
realizzazione di un sogno: «Anche quand'ero alla Samp e all'Inter,
ho sempre sperato che un giorno avrei giocato col Bologna. Se pero'
devo essere sincero, non credevo che l'opportunita' si presentasse
cosi' presto. Stando alle testimonianze di fiducia e affetto ricevute in
questi giorni, credo di avere fatto la scelta piu' giusta. L'Inter e
Moratti si sono comportati da signori. Certo, fa effetto pensare che
Vieri e' stato pagato 90 miliardi e io ceduto a zero lire. Qui gli estremi
si toccano. Ma bisogna considerare i tempi e le situazioni diverse. Io,
cinque anni fa, sono stato pagato tanto. Vieri e' il presente che
l'Inter voleva ad ogni costo. Se avessi avuto l'eta' di Christian anche
il mio cartellino avrebbe avuto una valutazione piuttosto alta».
Niente polemiche con l'Inter: «Mi e' dispiaciuto lasciare l'Inter
dopo l'ultima, tormentata, stagione. Siamo tutti colpevoli per avere
dato molto poco e mancato clamorosamente tutti gli obiettivi.
Comunque, tanti auguri di buon campionato alla mia vecchia squadra».
Ma cosa si prova a giocare in una squadra che non ha obiettivi di
scudetto? Pagliuca e' gia' entrato nello spirito della nuova
dimensione. «I risultati si ottengono lavorando in silenzio e non
sbandierando la propria presunta forza. L'esperienza dell'Inter insegna
molto: quando sembrava che dovesse vincere tutto non ha vinto
proprio nulla. Nella scala valori del campionato vi sono almeno
cinque squadre, Milan, Lazio, Parma, Juve e Inter, che hanno mezzi
superiori alle altre. Il Bologna e' in classico outsider che, secondo
i casi e le situazioni, puo' tutto o nulla. Personalmente ritengo
che abbia una delle difese piu' robuste e organizzate del campionato. E
in mezzo al campo Ingesson, Marocchi e Ze Elias hanno qualita' tecniche
e agonistiche. Davanti, Ventola e' la certezza dell'immediato
futuro e Signori mi fa fare sonni tranquilli perche' non lo avro' piu'
come avversario e non mi fara' piu' gol. Siamo dunque una squadra da
sesto-settimo posto».

Silvano Stella

 

WEB-MASTER