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"DI LA' DAL RENO, IL SUCCESSO"

Nascere a Milano o a Casalecchio e' la stessa cosa sul piano delle opportunita'? E' l'amletica domanda attorno alla quale si e' sviluppato l'incontro fra il calciatore del Bologna Gianluca Pagliuca e gli alunni della II°B delle scuole medie inferiori "G.Marconi" di Casalecchio. Organizzato all'interno di un progetto triennale ideato dalla scuola e curato dall'insegnante di inglese Roberta Baroncini, l'incontro si inserisce in un percorso che sviluppa il tema dell'ambiente e che, dopo le riflessioni sulla scuola dello scorso anno, concentra ora lo sguardo su Casalecchio. Della citta' il progetto vuole infatti guardare in particolare al rapporto con le persone cercando di capire come l'ambiente aiuti a crescere, soprattutto se e quando si diventa famosi.
Ed e' cosi' che l'incontro con Pagliuca, nato e cresciuto a Ceratolo, ha offerto ai ragazzi numerosi spunti per le domande che hanno dato vita ad una conversazione molto animata. La quale sara' tradotta in inglese dalla professoressa Baroncini e diventera' un video da presentare al concorso indetto dalla citta' di Pisa. Alle sonorita' anglosassoni sara' affidato quindi il compito di narrare gli episodi dell'infanzia rievocati da Pagliuca in cui, con molta spontaneita', ha raccontato che "quando andava a scuola le sue materie preferite erano educazione fisica e religione e che comunque era molto bravo anche a rompere i vetri".
E sull'importanza di Casalecchio nella sua crescita Pagliuca non ha proprio dubbi:"Le grandi metropoli offrono piu' opportunita', ma io preferisco il paesello perche' e' molto piu' umano. Io di Casalecchio conservo ricordi molto belli, e ho sempre sentito la citta' molto vicina". D'altra parte, secondo il calciatore "l'ambiente e' importante, ma quello che conta veramente per raggiungere degli obiettivi e' la motivazione personale". Un racconto molto semplice e sincero e' stato dunque quello di Pagliuca, che ha comunque colpito profondamente i ragazzi.
"Sono stati molto coinvolti dalla sua simpatia - ha spiegato la professoressa Baroncini - In particolare si sono stupiti delle affermazioni di Pagliuca sull'importanza della scuola. le stesse cose che quotidianamente i ragazzi si sentono ripetere da genitori e insegnanti ribadite da un calciatore hanno decisamente un altro effetto".
Pagliuca e' ormai abituato a parlare con i ragazzi. L'anno scorso ha incontrato alcune classi della "sua" ex-scuola elementare a Ceretolo. "Mi piace stare con i bambini perche' sono spontanei - spiega - Quando mi trovo di fronte a una classe mi e' poi facile tornare ai ricordi dell'infanzia. Io da bambino ero un super tifoso di calcio, quindi capisco molto bene quali siano le curiosita' dei ragazzini durante le nostre conversazioni". L'incontro con Pagliuca ha stimolato poi i ragazzi a scrivere anche alcune poesie. Pochi versi, in molti casi sciolti, hanno trasformato gli alunni della II°B in tanti Quasimodo in erba. Una sintesi che, come ha spiegato l'insegnante, apre pero' un varco nelle emozioni dei ragazzi e dalla quale traspare con grande intensita' un'immagine delle loro esperienze.

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