PARMA - Gianluca Pagliuca ha inaugurato la partita-acquario. Vedo tutto ma non sento un bel niente.
Due tappini insonorizzanti alle orecchie, di quelli che si usano in Formula Uno quando sei ai box, perche
i motori ti rombano a un centimetro e i padiglioni auricolari rischiano il "tilt". Questa volta si trattava
di un match di campionato e a pochi metri non c'erano macchine ma la curva dei tifosi parmigiani e quindi
insulti che lui già sapeva che avrebbe preso di continuo. Così, Pagliuca ha escogitato la "pensata" della
vigilia: "Domani mi metto i tappi alle orecchie e li frego", deve essersi detto il numero uno del Bologna.
Detto e fatto, chiamasi legittima difesa. Perché dall'iriizio alla fine, i Parma-fans hanno urlato
qualsiasi cosa verso Pagliuca: insulti, insomma, di ogni genere, anche stucchevoli e pesanti. Purtroppo
succede ancora e la cosa bella non è. La storia ruvida fra Pagliuca e il Parma ha probabilmente origine
ai (suoi) tempi dell'Inter, ma il culmine viene registrato nel campionato di due anni fa, quando proprio
dalla curva nord, in un Parma-Bologna, piovono vermi al suo indirizzo: li chiamano bigattini da pesca
e a un certo punto scendono a pioggia perché lanciati dalla gradinata, sono centinaia, una scena da
Dario Argento ma soprattutto una sensazione orribile per lui che a un certo punto si deve fermare per
toglierli addirittura da sotto la maglia. Se il punto più alto (pardon, basso) è stato quello, non
c'è comunque mai stato amore fra le due parti: la curva gialloblù lo prende di mira, 1ui soffre,
spesso fa finta di niente ma poi succede anche che all'andata (Bologna-Parma 2-1) dopo il 2° gol
di Cruz il portierone faccia un segno di sfottò con la mano, come dire "adesso tornate a casa":
si chiama azione-reazione, è successo anche di peggio. Vermi a parte, insomma, tutto è sempre
stato contenuto nel gioco graffiante delle parti. Poi, eccoti l'ultima trovata: due tappini
nelle orecchie, lasciati per terra nella ripresa perché Pagliuca l'ha giocata sotto la gradinata
dei 500 bolognesi, ma intanto il precedente è servito. Una trovata curiosa, perché c'è chi le
orecchie le mostra e chi le sigilla. E così Mutu sembrava ancor più Mutu di prima, e così la
prima vittoria esterna dopo 15 mesi è arrivata. Col silenziatore.
Matteo Della Vita
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